Stragi di cristiani e lezioncine di storia

 Da quando gli USA e codazzo hanno abbattuto e ucciso Saddam, e devastato l’Iraq, è quasi sparito il cristianesimo dalla Mesopotamia, dove aveva prosperato per almeno quindici secoli sotto tutti i regimi. Il Libano non è più una Nazione cristiana. In Siria, a stento l’esercito legittimo e gli alleati russi salvano quel che resta di cristiano. In Nigeria sono frequenti gli attacchi alle comunità cristiane. Ora è la volta dei cristiani copti d’Egitto, del resto anche precedentemente colpiti. Questi sono i fatti. Conosciamo gli atti di terrorismo in Europa, che, con la sola eccezione del sacerdote ucciso in Normandia, non hanno carattere di attacco ai cristiani, ma solo perché l’Europa è ufficialmente scristianizzata, se no pare brutto. Grazie a Dio, solo ufficialmente e per le anime belle dei dialoganti di mestiere, perché gli altri continuiamo nella Fede dei nonni.

 Già, una cosa sono le parole, altro sono i fatti. E se i vari califfi pensano davvero che gli Occidentali siano la “generazione Bataclan” e quelli dei gessetti e delle fiaccolate e di farsi infilzare come polli, ebbene, ripassino la storia.

 Dal VII al X secolo, gran parte dell’Europa era in mano ai musulmani: Creta, Sicilia, quasi l’intera Penisola Iberica; e c’erano presidi arabi nel Meridione d’Italia e persino in Provenza. Le cose cominciarono a cambiare quando, nell’888, Nasar e Niceforo Foca cacciarono gli Arabi dalla Calabria, e l’imperatore Niceforo II, nipote del generale, organizzò le fortezze (kastellia) sui colli, che sono i nostri paesi antichi; intanto papa Leone IV aveva creato la Lega Campana, e sconfitto per mare i Saraceni a Ostia. Una coalizione italiana, personalmente comandata da papa Giovanni X, distrusse il campo saraceno del Garigliano, e il re d’Italia Berengario I s’incoronò imperatore. I Normanni, prima nemici poi vassalli della Chiesa, riconquistarono la Sicilia (1091). Era intanto iniziata la reconquista spagnola e portoghese, che si concluderà nel 1492 con la presa di Granada.

 Nel 1096, per volontà di papa Urbano II, mosse la prima spedizione d’Oltremare, poi detta Crociata, che nel 1099 prese Gerusalemme. Seguirono due secoli confusi e contraddittori, ma la presenza cristiana in Palestina fermò a lungo l’avanzata islamica.

 Nulla si fece per salvare Costantinopoli, che nel 1453 cadde in mano turca. Nel 1480 iniziò l’attacco all’Occidente con la presa e orrenda strage di Otranto: ma intervenne il ferreo Alfonso d’Aragona duca di Calabria, che cacciò gli invasori. Cadde da eroe il comandante della cavalleria, Nicolò Picardo, l’amico del cuore di Francesco di Paola (Cicco e Cola), che lo dichiarò martire.

 In quegli anni, sentite cosa curiosa, il francescano Matteo Saraceno da Reggio armò con le offerte dei fedeli tre navi, e, frate ammiraglio, le condusse contro i Turchi fino al monte Carmelo. Fu poi arcivescovo di Rossano.

 Nel 1565 una possente flotta turca attaccò Malta, venendo respinta dai Cavalieri e dalla popolazione, con il “soccorso” di un’armata siciliana.

 Furono la perdita di Cipro e la morte tremenda di Bragadin, a muovere il papa san Pio V alla “confederazione” italo spagnola che, sotto la guida di Giovanni d’Austria, condusse alla grande vittoria di Lepanto del 7 ottobre 1571. Combatterono il barone di Badolato, Gaspare Toraldo, e il famoso Corsale di Castelvetere. Furono erette chiese alla Madonna della Vittoria, e questo nome rimase alle nostre donne. Poi il papa domenicano preferì la Madonna del Rosario.

 Nel 1683, i Turchi ci riprovarono per terra, assediando Vienna: ma, dopo una dura resistenza, intervennero l’esercito imperiale e il re di Polonia Giovanni Sobieski. Poco dopo, gli alleati liberavano l’Ungheria: fu l’ultima gloria della lunghissima guerra di Venezia contro i Turchi.

 Insomma, io al posto del califfo, e studiati con questi precedenti, non piglierei molto sul serio i gessetti e le fiaccolate, e il dialogo e i sorrisi in genere. Quanto a bellicismo per qualsiasi motivo, dalla religione alla patria ai begli occhi di Elena, gli Occidentali non sono secondi a nessuno! E per riciclare i fiaccolatori in guerrieri, bastano due settimane di addestramento come si deve.

 Studi, il califfo, anche la nostra letteratura, che è fatta per il 49,5% di guerra, per il 49,5 di amori sbagliati. Il resto è la Vispa Teresa, però quando sarete più grandi vi recito le versioni goliardiche, così non vi resta manco quella.

Ulderico Nisticò