Sulla bandiera blu a Soverato

 Ho apprezzato il composto stile del sindaco, quando ha dichiarato che “la bandiera blu non è un traguardo ma un inizio”, e così ha posto fine alla prevedibile piedigrotta di perle e perline, e in generale ai trionfalismi soveratani, sostenuti da corrispondenti locali con vocazione di “cortigiani vil razza dannata”.

 La bandiera blu, infatti, è un riconoscimento importante, ma che risponde a precisi criteri soprattutto ambientali: pulizia del mare, e sappiamo da anni che quello di Soverato è uno dei pochi depuratori in reale efficienza; e, la vera novità di quest’anno, la raccolta differenziata, che a Soverato mi pare funzioni in maniera soddisfacente, e la città è, nel complesso, pulita e libera dagli antiestetici cassonetti.  Ovvio che ciò accresca la buona fama di Soverato; ma è anche vero che il turista cerca molti e variegati servizi non sempre presenti.

 Intanto, la bandiera blu è incoraggiante. Ora bisogna saper fare buon uso del riconoscimento ottenuto, con una riconsiderazione globale dell’offerta turistica. Mi sono espresso più volte a tale proposito, e voglio qui ricordare che turismo non è solo mare, ma anche ogni altra variante: di salute, di cura, della terza età, religioso, culturale… Già, quel turismo culturale su cui i ciuchi calabresi fanno ironia, e il resto del mondo ci campa alla grande con il 10% di quanto avrebbero la Calabria, e anche Soverato.

 E ricordo che il turismo si misura a pernottamenti e coperti e benefici economici indotti, e non a flussi, ovvero “quanta gente sul Lungomare”.

  Vero altresì che se il depuratore di Soverato funziona e gli altri no, oppure non ce ne sono, la sporcizia non conosce confini comunali, soprattutto in mare. E, infatti, ecco un dato davvero triste: la Calabria vanta 780 km di costa, più di ogni regione d’Italia; e 7 (sette!) bandiere blu: ovvero una bandiera blu ogni 111 (centoundici) km; diciamo cento, considerando che ogni paese insignito ha qualche km di litoranea. Un quadro desolante, del resto evidenziato più volte dalle cronache di inquinamento e liquami. Basta pensare che tra i sette insigniti non ci sono né Tropea né Isola né Sibari né varie altre località più attrezzate turisticamente, e più celebri di Soverato; ma, come emerge, peggio tenute.

 Servirebbe una politica regionale unica e organica, e qui rido tra me e vado avanti.

Ulderico Nisticò