Te Pio un po’ in Giro…

Sportivi ammiratori della bicicletta, voi che seguite il ciclismo come un ciclista si dopa giusto per arrivare al traguardo, voi che la domenica mattina non avete un cavolo da fare e venite a rompere i coglioni a noi automobilisti mettendovi al centro della carreggiata, voi che Gimondi era meglio di Eddy Merckx e Bartali meglio di Coppi, voi che Pantani era pulito e Armstrong si è dopato pur di andare sulla luna in bicicletta o farsi una suonata con la tromba, voi che se vivete al nord, avete di che gioiere, se siete del centro ancora vi difendete, ma se siete al sud, meglio se vi date all’ippica, voi amanti delle due ruote, è ufficiale… il nuovo calendario del Giro d’Italia è pronto e, sorpresa, stavolta non andrà al sud. Ultima fermata, San Giovanni Rotondo.

Ora, non per fare polemica, ma personalmente se il giro d’Italia deve arrivare nella mia Calabria per sentire i giornalisti prenderci anche a male parole come è avvenuto nell’ultimo, ben venga che stia lontano. Ma come è giusto che sia, bisogna trovare un responsabile di questa disertazione immotivata, che non siano le solite strade dissestate, strutture alberghiere poco ricettive, poca inclinazione ad eventi di un certo rilievo. Ma se avete un po’ di materia grigia alla Sherlock Holmes, non è difficile arrivarci. Il colpevole è… rulli di tamburi… un po’ di suspance… è lui, signore e signori, caramba che sorpresa, l’uomo dalle mani e dai piedi bucati… il solo e unico, padre Pio da Pietralcina.

Ebbene sì, anche se non vogliono dirvelo direttamente, è lapalissiano che il vero oppositore al giro d’Italia al sud non possa essere altro che lui. Quando si è proposta San Giovanni Rotondo, patria e feudo del su citato frate, è stato subito chiaro che non bastavano i pareri delle associazioni sportive e delle federazioni di categoria per tracciare la mappa delle tappe. Ci voleva un parere obbligatorio e vincolante che dall’alto desse il suo benestare. E lui, il santo, si è espresso sostenendo che, siccome stava perdendo visibilità agli occhi dei fedeli, che San Nicola, San Gennaro, San Francesco di Paola, San Bruno di Colonia, Santa Rosalia stavano prepotentemente tornando alla ribaltà, si doveva dare un segno tangibile della sua superiorità miracolistica. Così, gli organizzatori del centro-nord, devoti tanto da stigmatizzarsi appena possibile pur di imitare il loro campione dei cieli, hanno acconsentito e deciso così come avete avuto modo di vedere con i vostri occhi. Insomma un mezzo Giro d’Italia, ma benedetto da un VIP celeste.

E’ ovvio che nella questione sia entrata una componente profana che si rapporta con il business del paesino pugliese. Perché un Giro d’Italia che approda in un luogo santo, giocoforza ti modifica le strategie di Marketing. Se nelle normali vicende religiose, i negozietti vendevano ninnoli e santini nella loro veste classica, ora si stanno attrezzando per uniformare il commercio all’evento tanto atteso. Infatti, si parla di statuette della Madonna con la maglia azzurra del gran premio della montagna e degli arcangeli con la maglia ciclamino della classifica a punti. E ovviamente il padrone di casa con la maglia rosa della vittoria finale. Insomma, una festa tutta italiana col patrocinio della santa sede, della santa casta e perchè no, forse di Dio stesso (plagiato e fuorviato da chi più di altri si fa il “ganzo” in Paradiso).

Nell’attesta di tempi migliori e che gli altri santi si facciano sentire da chi conta per avere anche solo un minimo di visibilità, godiamoci questo mezzo Giro d’Italia sperando che i corridori smettano di assumere sostanze proibite e sull’esempio del Santo pugliese, facciano incetta solo ed esclusivamente di acqua santa.

Gianni Ianni Palarchio (Blog)

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