Tentata truffa dello “specchietto” sulla Ss 106, denunciati due rom


Nell’ambito di specifici e mirati controlli alla circolazione stradale predisposti dal dirigente della Sezione Polizia Stradale di Catanzaro, Vincenzo Lombardo, finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati in genere, una pattuglia della stradale ha denunciato in stato di libertà due cittadini italiani di etnia rom, B.S. e B.R., colti in flagranza mentre stavano tentando di portare a segno la cosiddetta “truffa dello specchietto”, ai danni di un’anziana automobilista.

I poliziotti, transitando sulla strada statale 106 VAR “A”, nei pressi dello svincolo Catanzaro Est, notavano due vetture ferme sul margine destro della carreggiata, ed un soggetto fuori da una delle vetture, che alla vista della pattuglia lanciava qualcosa all’interno dell’abitacolo di una delle vetture, cercando poi di allontanarsi. Prontamente gli agenti si fermavano procedendo all’identificazione delle persone che si trovavano a bordo di un’Alfa Romeo 156.

Dalle dichiarazioni rese nell’immediatezza dall’anziana signora si apprendeva che i due avevano tentato, verosimilmente, di simulare un sinistro stradale. La donna, infatti, riferiva che dopo aver sorpassato la 156, veniva a sua volta superata dalla stessa, notando che gli occupanti con gesta e grida, la invitavano ad accostare. Una volta arrestata la marcia, i due scendevano dall’auto con aria arrogante, asserendo di essere stati urtati dall’auto della signora, e di aver provocato la rottura dello specchietto, invitandola a scambiarsi i dati assicurativi, proponendole subito dopo, in via bonaria, il pagamento della somma di 50,00 euro.

La signora rappresentava loro di avere a disposizione soltanto 20,00 euro, provvedendo a consegnare la banconota ad uno dei due, il quale, alla vista dell’auto della polizia li accartocciava lanciandoli all’interno dell’abitacolo della vettura della donna, raccomandandole di non dire nulla ai poliziotti.

I due soggetti, entrambi pregiudicati, venivano quindi denunciati in stato di libertà per il reato di tentata truffa con l’aggravante di aver commesso il fatto approfittando dell’età avanzata della vittima, anche in considerazione del fatto che entrambe le vetture non presentavano alcun segno di collisione. Il modus operandi dei truffatori si concretizza all’incirca sempre allo stesso modo, nello specifico, scelgono la vittima da truffare in persone anziane e soli a bordo dei veicoli. Nella prima fase superano il veicolo da truffare su un tratto di strada poco trafficata per poi rallentare e quindi farsi superare dal malcapitato. In questa seconda fase, lampeggiano con i fari suonano e urlano contro la vittima al fine di fargli arrestare la marcia per fargli sapere che durante il sorpasso avrebbe procurato danni al loro veicolo. In un primo momento richiedono alla vittima di sottoscrivere una costatazione amichevole dell’incidente per poi, successivamente, se la vittima “abbocca”, le suggeriscono e propongono di non scrivere nulla e di chiudere la vicenda con una somma di denaro.


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