Tommaso Campanella e Ulisse

Il vero e profondo motivo per cui io odio a sangue gli sbarcatori di Ulisse, e che mi costringono a ridere del figlio di Laerte, quando se ne dovrebbe parlare sul serio e con intensità poetica; e invece lo hanno reso buffo, con inventatissimi imbarchi e sbarchi da ogni buco della Calabria: S. Eufemia, Amendolara, Crotone, Copanello, Nardodipace… e persino Ravaschiera intesa, allegramente, come Scheria invece di proprietà dei principi Ravaschieri, genovesi del XVI secolo dopo Cristo e non feaci del XII avanti.

Però, quando si tratta di Ulisse, ecco radunati tutti i bambinoni della Calabria; tutti ex studenti del Classico allora bravissimi a copiare dai traduttori, e che, ormai vecchi, vanno dicendo di ricordare greco e latino come quando erano ragazzi: e dicono la verità, perchè da ragazzi non sapevano nè latino nè greco. Dall’alto del loro vago ricordo, traducono tutti l’Odissea, e fanno sbarcare Ulisse anche sulla vetta del Pollino.
Hanno promesso milioni di turisti, una fila immensa ad ammirare una spiaggia vuota dove, secondo Wolf, Nausicaa lavò la sua biancheria. Non ne arrivò manco uno, manco 0,1! Del resto, vedrebbe solo una spiaggia, sabbie generiche, come ce ne sono a iosa in ogni angolo del globo.

Tommaso Campanella, invece, è davvero esistito; passò davvero dei guai per un conato di generica ribellione; fu davvero un filosofo, e uno dei pilastri della moderna filosofia europea; e un poeta. Nacque a Stilo (salvo obiezioni) il 5 settembre 1568, ovvero 550 anni fa. Questa notizia non sta turbando nessuno, oggi che è l’8 aprile 2018, e niente si annunzia o si prepara; e certamente non si preparerà niente d’estate sotto l’ombrellone, e anche l’anniversario di Campanella farà la fine di quelli di s. Francesco eccetera.

Parlare di Campanella è importante in sé; getta luce sulla storia calabrese di quei secoli; è occasione di convegni e intrattenimenti e spettacoli… Ma a chi glielo vado a raccontare?
Forse alla Regione? Ma no, la Regione, nella persona del suo vicepresidente, si muove per lo sbarco di Ulisse a Tiriolo. Del resto, non c’è manco un assessore alla Cultura.
Forse alle Province? No, sono abbastanza scottato del fatto buffo della Spagna con la Provincia di Catanzaro.
Forse all’UNICAL? Oh, lo faranno un convegno per quattro gatti addormentati.
Forse alle scuole? E’ assai se lo studiano, mezza pagina.

Certo, se io lo proponessi, mi direbbero tutti in coro di sì per poi fare no. No, tranne che non pensino, uno per uno, di guadagnarci qualcosa subito. Domani… troppo lontano per i furbetti: subito, ora.
Insomma, tanto per farvi capire che i guai della Calabria li creano i Calabresi e le loro istituzioni.

Ulderico Nisticò

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