Torturata 17 ore a testa in giù dal compagno: “come un pezzo di carne da macello”

“Ho temuto di non rivedere più i miei figli” così Vanessa, 40 anni, salvata dai carabinieri dopo 17 ore di sevizie per mano del suo compagno e di due complici.
La donna, con il corpo martoriato dalle botte, ha resistito in attesa di qualcosa, che fosse la liberazione o la morte.

È accaduto giorni fa a Vibo Valentia, dove un uomo e i suoi due fratelli sono stati fermati dai carabinieri in flagranza di reato mentre trattenevano contro la sua volontà la donna, che è anche la compagna di uno dei tre. Vanessa si trovava nel furgone di quest’ultimo in stato di incoscienza. Sorpreso dai militari dell’Arma, l’uomo ha detto che era in procinto di portarla all’ospedale.

Proprio uno dei figli della donna ha avuto la prontezza di chiamare i carabinieri quando ha notato l’assenza di sua madre e del compagno, fiutando immediatamente il pericolo.
Un’intuizione che le ha letteralmente salvato la vita, e che oggi sta riprendendosi da quelle diciassette ore di botte e torture.(Fanpage.it) 

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