Turisti fuori stagione, finalmente.

Spero faccia effetto l’arrivo degli operatori turistici tedeschi della Regione, anche se dubito molto sia stata loro raccontata la storia calabrese, a parte i piagnistei. Ma speriamo.

Anche noi, a Soverato, nel nostro piccolo, abbiamo ricevuto degli operatori internazionali. Dico abbiamo, perché io borbotto e mugugno, ma quando posso mettermi al servizio della comunità, “adsum”, sono pronto. Hanno ammirato la Pietà e le altre opere d’arte di Soverato Superiore, e mi si dice che hanno molto apprezzato come sono state loro mostrate: con stile e competenza, ma senza annoiare il mondo, alla stregua del solito barbosissimo intellettuale calabrese tipo, arrassusia!

Hanno visitato alberghi e strutture ricettive. Hanno passeggiato e fatto acquisti nei negozi. Sono ripartiti con l’intenzione di tornare. Tornare loro, certo, ma, quello che c’interessa, far venire tanti, tantissimi altri.

La loro squisita organizzatrice italiana, persona d’esperienza lavorativa, mi ha detto una cosetta che vorrei comunicare a tutti i lettori, poiché rafforza e riprova quanto io stesso vado ripetendo da anni e anni: “Professore”, mi disse, “guardi che il mare non interessa più a nessuno. E con quattro soldi, chi vuole va in Egitto e alle Canarie”.

Frase da non prendere proprio alla lettera, ma che apre a tutto un mondo di turismo alternativo alla balneazione: religioso, culturale, di salute, di studio, di riposo, delle terme… e quant’altro detti la fantasia. Il mare va bene, ma dura al massimo un mese e qualcosa; le varianti, possono durare anche tutto l’anno, e diventare lavoro ed economia.

Ovvio che il turismo d’autunno e d’inverno e di primavera non è la brutta copia del turismo d’estate, bensì ha caratteristiche tutte sue per tipologia d’età, generalmente alta, e gusti; e, se sono europei nordici, radicali differenze di orari di cena. Insomma, serve un cambio di mentalità da parte degli operatori.

Da notare che Soverato ha scarse risorse per il turismo estivo (ombrelloni e grammofoni ci sono da tutte le parti); ma tante risorse autunnali e invernali: orchestra, cantanti lirici, teatro di qualità… E ristorazione come si deve, che ai forestieri interessa moltissimo.

Quanto alla cultura, Soverato è a 17 km da Scolacium, 30 d Serra S. Bruno (un lampo, grazie al Comitato per la Trasversale!), 40 da Stilo, 70 da Locri e Gerace, 80 da S. Severina, 90 da Crotone: potrebbe essere il paradiso delle gite scolastiche e delle associazioni.
Insomma, quella del 15 è stata una giornata proficua. Ora vediamo i risultati. Io, adsum.

Ulderico Nisticò

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