Un ministro per il Sud

La senatrice Barbara Lezzi è ministro con l’incarico del Sud. Il Sud ha bisogno di qualcuno che se ne curi, ma voglio sperare che la Lezzi lo faccia, o faccia qualsiasi altra cosa si debba, senza però cadere nei vecchi vizi dell’assistenzialismo diretto o indiretto; e nelle utopie degli interventi straordinari. Il Sud va trattato in modo normale, come qualsiasi altra terra, qualsiasi altro problema di questo mondo.

Perciò la prima riflessione che suggerisco alla Lezzi è che non deve farsi gabbare da elucubrazioni di filosofia della domenica volte a dimostrare che il Sud è una cosa a sé rispetto al mondo: tipo “pensiero meridiano”, oppure “quant’è bello il paesino… “; o, peggio, “qui sbarcò Ulisse” e fandonie del genere. Sono patetiche nobilitazioni dei vizi del Sud, da cui bisogna liberarsi, e non farsene un vanto.

Un altro consiglio alla Lezzi: stronchi subito ogni forma di piagnisteo. Il piagnisteo è l’unica attività in cui eccella la cultura ufficiale meridionale! Anzi, più uno si piange, più becca premi letterari; e, peggio, vende libri, generando così altri depressi e piagnoni. Il luogo prediletto del lamento è la scuola, dove s’insegnano a piene mani disgrazie e sventure pubbliche e personali.

Il Meridione ha dunque l’esigenza di modificare dal profondo la sua mentalità, evitando in ogni modo sia il pessimismo interessato sia l’ottimismo demenziale; e ogni fantasia sbrigliata di magnifiche sorti e progressive.
Il Meridione d’Italia è scarsamente produttivo di cose; e se un tempo “produceva” braccia e menti da lavoro, sia pure altrove, oggi è anche in spopolamento anagrafico e in deprimente invecchiamento. Non va curato con illusioni del passato e del futuro, ma costretto a darsi un’identità economica fatta di ricerca delle risorse reali; loro utilizzazione; consumo ed esportazione.
Occorrono istituzioni che funzionino. Ecco cosa può fare un ministro del Sud, controllare se la Regioni meridionali utilizzino, e come, i fondi europei; non esitando a commissariare gli incapaci. Controllare che vengano spesi; e che la spesa sia produttiva di cose e di lavoro.

Prendiamo il caso del turismo. La Calabria è sottoutilizzata da questo punto di vista, con presenze inferiori alle potenzialità, e con un’offerta che è ancora troppo limitata a una balneazione frettolosa. Scarsa è l’incidenza del turismo culturale, di salute, religioso, di studio… Che fare? Ripensare radicalmente l’idea stessa di Calabria, del Meridione.

Il Meridione ha teste pensanti, anche troppe; messe da parte quelle dedite ai sogni millennaristici, vanno sentite quelle che, pur pensando, stanno con i piedi per terra, e hanno proposte serie e attuabili.
Buon lavoro per il Sud, dunque, a Barbara Lezzi; e buon lavoro al Governo del triunvirato Conte Di Maio Salvini. Ci aspettiamo molto, da loro; l’Italia tutta ha molti bisogni, e non solo il Sud.

Ulderico Nisticò

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