Un tesoro nascosto di Catanzaro

Dopo un interessante convegno sulla politica dei rifiuti urbani e sui rischi delle ecomafie, tenutosi al Municipio, l’avv. Claudia Conidi ha invitato i partecipanti a visitare il palazzo Grimaldi – Conidi che è uno scrigno di memorie storiche e di eleganti oggetti d’arte. La stessa piazza Rosario, dove il palazzo si affaccia, è uno specchio della storia catanzarese degli ultimi due, ormai tre secoli, con le trasformazioni avvenute dopo la chiusura, nel 1808, del convento domenicano, oggi chiesa, ma anche caserma.

Vari rami di Grimaldi, discendenti dalla nobile famiglia ligure, s’insediarono in Calabria almeno dal XV secolo, integrandosi anche nella comunità catanzarese.
Da queste premesse ha tratto spunto la conversazione sulla storia della cultura catanzarese, tenuta da Ulderico Nisticò. Catanzaro, nella parola di Nisticò, appare soprattutto un luogo di occasioni culturali, con i suddetti Domenicani, poi i Gesuiti e altri Ordini religiosi; e il Seminario vescovile. Nel 1740 compare la prima scuola pubblica laica, che, sotto Murat, diviene il Liceo detto poi Galluppi. Altro momento importantissimo è la Regia Udienza, poi Tribunale, che ha suscitato l’attività di una vivace classe forense.

Catanzaro ha sì dato i natali ad alcuni dotti, tra cui il Pinnellio, il Milelli, l’Amato, Filippo De Nobili, Giovanna de Nobili, Alfonso Frangipane; ma soprattutto ha esercitato una funzione di attrazione per gran parte della cultura calabrese, da padre Fiore ad Agazio di Somma a Corrado Alvaro.
La visita, dopo uno squisito buffet, si è conclusa con intenzioni e promesse di altre attività.

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