Vittorio Sgarbi visita il “Dadada Beach Museum” di Montauro

Appena “nato” già comincia a diventare “grande”. Il “Dadada Beach Museum”, inaugurato domenica scorsa, sta già facendo parlare positivamente critici d’arte e operatori del settore. Il “Dadada Beach Museum” è il primo museo al mondo che si trova all’interno di uno stabilimento balneare, praticamente sulla spiaggia del “Dadada Beach Village” di Montauro (Catanzaro).

Un concetto innovativo di come fare arte, cultura e turismo. Talmente innovativo che il primo grande ospite, dopo il fatidico taglio del nastro, è stato Vittorio Sgarbi. Il più celebre critico d’arte italiano ha voluto visitare con estrema attenzione il “Dadada Beach Museum”.

L’irriverente approccio all’ambiente marittimo di “Concrete sculptures”, ossia il ciclo di opere d’arte realizzate appositamente da Mario Loprete, sono state molto apprezzate dallo stesso Sgarbi che ha voluto toccare con mano ogni singola scultura ed avere informazioni dettagliate sull’artista catanzarese che le ha pensate e realizzate con una particolare tecnica che utilizza in particolare il cemento armato.

Da attento critico d’arte ha fatto un vero e proprio screening artistico ad ogni singola opera presente all’interno del “Dadada Beach Museum”. Sgarbi, arrivato fino alla battigia, ha persino voluto provare una sedia a straio di cemento. Parte, quindi, con il piede giusto il progetto innovativo realizzato sulla Costa dei Saraceni nel comune di Montauro, grazie all’intuizione di Roberto Talarico, proprietario del “Dadada Beach Village”.

Il celebre critico d’arte, che ha voluto anche il catalogo del museo, ha apprezzato l’impronta dadaista dell’allestimento. Un movimento culturale, quello Dada (dal quale deriva anche il nome dello stabilimento balneare che ospita il museo), che ha messo in dubbio e stravolto le convenzioni del primo novecento, dall’estetica cinematografica e artistica, alle ideologie politiche; ha inoltre proposto il rifiuto della ragione e della logica ed ha enfatizzato la stravaganza, la derisione e l’umorismo.

Gli artisti Dada erano volutamente irrispettosi, stravaganti, provavano disgusto nei confronti delle usanze del passato; ricercavano la libertà di creatività per la quale utilizzavano tutti i materiali e le forme disponibili. E’ questa la filosofia su cui si basa il “Dadada Beach Museum”. E dai commenti estremamente positivi di un critico d’arte di caratura internazionale come Vittorio Sgarbi si può senz’altro affermare che la strada tracciata sulle rive dello Jonio è decisamente quella giusta.

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