11 giugno 1940 – 8 settembre 1943

 La guerra italiana ebbe luogo tra queste due date; poi sono altri eventi. Tra queste date, l’Italia (con l’Albania) fu alleata della Germania (Asse Roma – Berlino), del Giappone (Patto Tripartito); in vari momenti, di Finlandia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Croazia, Montenegro, Tailandia; e nemica di Francia, Gran Bretagna, Grecia, URSS, USA, e Stati americani nominalmente intervenuti, e il Brasile con una divisione. Rimasero neutrali: Argentina, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia…

Le operazioni militari italiane si svolsero:

  • Al confine francese; ma la Francia, travolta dai Tedeschi, chiese subito l’armistizio; l’Italia occupò solo Mentone; e nel 1942 la Francia Meridionale e la Corsica.
  • In Africa Orientale. Dopo la conquista della Somalia Britannica, l’Impero venne assalito da forze britanniche e sudafricane, e occupato.
  • In Africa Settentrionale. Nel 1940, l’Italia entrò in Egitto. Una controffensiva britannica giunse fino alla Tripolitania, venendo poi fermata. Intervennero truppe tedesche (Afrikacorps). Venne riconquistata la Cirenaica. Dopo aver respinto un attacco nemico, gli Italotedeschi giunsero alle porte di Alessandria. L’offensiva di Alamein (ottobre-novembre 1942) segnò il successo britannico. Sbarcarono truppe USA. Le operazioni continuarono fino alla primavera del 1943, ma in Tunisia e Algeria.
  • Contro la Grecia. L’attacco, sferrato con illusioni politiche di Ciano e pessimamente gestito da Badoglio, venne respinto, e si trasformò in difesa dell’Albania, durante un durissimo inverno. Prima dell’offensiva italiana del 1941, intervenne la Germania. L’Italia occupò le Isole Ionie e alcune isole dell’Egeo.
  • Occupazione della Iugoslavia. L’Italia si annesse Lubiana e buona parte della Dalmazia; occupò Croazia e Montenegro. Annesse il Kossovo e altro all’Albania italiana.
  • Partecipazione, dal giugno ’41, all’invasione dell’URSS, con un Corpo d’armata (CSIR), poi Armata (ARMIR), tra cui le divisioni alpine. La vittoriosa resistenza sovietica travolse anche le forze italiane.
  • Attacchi aerei a Malta, che subì più bombardamenti di Londra. Gravissimo errore non tentarle la conquista.
  • Operazioni aereonavali nel Mediterraneo, con esiti diversi: la Marina assicurò comunque il 90% dei rifornimenti alle truppe in Africa. Vittorie navali furono le battaglie di Mezzo Giugno e Mezzo Agosto 1942, senza però del tutto impedire i rifornimenti inglesi a Malta.
  • Vittoriose imprese dei mezzi insidiosi a Creta, Gibilterra, Malta e Alessandria.
  • Attività di sommergibili in Mediterraneo, e nell’Atlantico dalla base di Bordeaux.
  • Difesa della Sicilia dopo lo sbarco angloamericano, ma con già evidenti segni di debolezza quando non tracollo.
  • Difesa, poi insufficiente, contro i bombardamenti angloamericani.
  • 25 luglio 1943, caduta di Mussolini; 8 settembre, armistizio.

 Questi sono i fatti, in somma sintesi. Tentiamo di esprimere un giudizio.

  • Iniziata malvolentieri, la guerra venne condotta senza una precisa strategia.
  • I militari di ogni Arma compirono il loro dovere, a volte con eroismo, sempre con disciplina; rarissimi furono i casi di cedimento.
  • Il trattato di pace del 1947, art. 16, attesta tuttavia alcuni casi di tradimento attivo a favore degli Angloamericani e Sovietici.
  • Nel complesso, la fanteria italiana, come quella francese, era rimasta nella mentalità e nell’organizzazione del 1918, con scarso ammodernamento concettuale. La moltiplicazione delle grandi unità era andata a discapito della consistenza effettiva, nei confronti delle divisioni tedesche o britanniche.
  • Le continue vittorie in Libia (1911-12), Prima guerra mondiale (1915-18), Etiopia (1935-6), Spagna (1936-9) avevano accresciuto l’illusione di potenza dell’Italia; e anche degli osservatori internazionali nemici e amici: sembra facessero eccezione alcuni attentissimi generali tedeschi!
  • Mancava una dottrina sull’uso delle divisioni corazzate.
  • L’Aviazione schierava troppi tipi di velivoli, alcuni superati come i CR 42, che pure si continuarono a produrre, a danno di mezzi moderni ed efficienti come i Macchi 2002 e 2005 e analoghi.
  • La Marina contava 750 navi, quasi tutte di recentissima costruzione e di ottima concezione e tecnica; ma puntava troppo sulle grandi corazzate, che si rivelarono inutili; e tardi giunse all’esigenza di portaerei, che non furono mai completate. Del resto, anche G. Bretagna, USA, Giappone continuarono a varare grandi poderose e fragili navi da battaglia armate di enormi cannoni; una gli Americani la usarono persino in Vietnam.
  • L’industria compì ogni sforzo, ma non era all’altezza di quelle tedesca, britannica, americana e sovietica.

 Sarei felice se qualcuno intervenisse, ma in termini di seria polemologia, non facendo appello a psicoanalisi della domenica e citando storici improvvisati e giornalistici. Ad ottant’anni dai fatti, sarebbe ora di raccontare la guerra con i criteri della storia e dell’invettiva come le comari di un paesino.

Ulderico Nisticò