Il convegno organizzato lo scorso 12 aprile chiude le celebrazioni che hanno coinvolto attivamente i ragazzi della Scuola Secondaria di 1° grado dell’Istituto Comprensivo “Mario Squillace” di Montepaone.
Lo scorso 12 aprile si è tenuto nella Sala Consiliare del Palazzo Cesare Pirrò l’interessante convegno sul centenario della costruzione dell’antico acquedotto comunale.
Organizzato dall’Associazione Culturale Ri…Vivi…Amo Montepaone e dall’Occhio del Pavone, con il patrocinio del Comune e dell’Istituto Comprensivo “Mario Squillace”, l’evento rappresenta la parte finale di un insieme di manifestazioni e attività che hanno avuto come obiettivo quello di ripercorre le tracce salienti che hanno caratterizzato la costruzione di un’opera rilevante, che ha dato avvio al processo di modernizzazione infrastrutturale del territorio montepaonese.
Dopo i saluti di benvenuto da parte delle istituzioni, e quindi del vice sindaco Giuseppe Tuccio e della dirigente scolastica Anna Alfeo, i relatori hanno presentato gli esiti di interessanti ricerche documentali ad un folto pubblico presente in sala.
La presidente dell’Associazione Culturale Ri…Vivi…Amo Montepaone, Anna Migliano ha esposto l’origine e l’evoluzione dell’opera, raccontando e documentando con fonti scritte, il periodo storico compreso tra il 1911 e il 1935. Sono state discusse le varie delibere e i documenti ufficiali che raccontano delle difficoltà che ha incontrato la costruzione dell’opera.
A partire dalla scarsità di risorse economiche e finanziarie, e quindi alla necessità, da parte del Comune, di dover ricorrere a prestiti e finanziamenti, fino ad approdare alla frammentazione normativa dell’epoca e alle varie difficoltà burocratiche, legate anche alle complesse operazioni di esproprio dei terreni.
L’intervento, esposto con dovizia di particolari, ha messo in rilievo i tempi lunghi di realizzazione dell’opera: un’opera, tanto agognata dalla popolazione del tempo e che sembrava solo una vana promessa.
A questo intervento ha fatto seguito quello di Massimiliano Cappuccino, de l’Occhio del Pavone, il quale si è occupato di esporre e di approfondire gli aspetti puramente tecnici dell’intervento.
Il serbatoio comunale, ultimato nel 1925 e con esso l’acquedotto, la cui costruzione è terminata nel 1926, costituisce un importante esempio di ingegneria idraulica del primo novecento, caratterizzato da uno stile architettonico razionalista con qualche elemento e inserzione in stile liberty.
La facciata lo accomuna infatti a quella dell’antico serbatoio della città di Cosenza, l’Acquedotto del Merone, la cui costruzione è avvenuta nello stesso periodo storico.
Sono state inoltre esposte le criticità di carattere tecnico che hanno accompagnato la fase esecutiva dei lavori, le figure dei vari professionisti, impresari e architetti, che si sono succeduti, per approdare a coloro i quali riuscirono effettivamente a portare a termine la costruzione ovvero i F.lli Viscomi di Montepaone.
L’intervento ha messo in luce come questo periodo abbia rappresentato nell’edilizia e nella costruzione di opere pubbliche una vera e propria fase di transizione, caratterizzata da un approccio più funzionale e dalla progressiva introduzione del cemento armato.
Il convegno moderato da Vittoria Candelieri dell’Associazione Culturale Ri…Vivi…Amo Montepaone, si è concluso con l’esposizione di opere artistiche, contenuti multimediali e intermezzi poetici da parte di alcuni dei ragazzi della classe 3 E della Scuola Secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo, curati dalla docente Caterina Voci.
In questa fase è stata ripercorsa l’esperienza degli alunni in occasione dell’escursione che si è tenuta lo scorso 25 ottobre, evento che ha dato avvio alle celebrazioni sul centenario della costruzione dell’opera.
Gli alunni accompagnati dalle guide dell’Associazione Culturale Ri…Vivi…Amo Montepaone e de l’Occhio del Pavone, hanno potuto ripercorre l’antico sentiero che porta al serbatoio, visitare i ruderi degli antichi mulini ad acqua ancora presenti lungo le sponde del torrente Grizzo e ammirare la natura collinare.
L’escursione ha rappresentato l’occasione per far loro acquisire maggiore consapevolezza del ruolo e dell’importanza che aveva l’acqua nella società contadina del tempo: non solo materia prima fondamentale in agricoltura, ma elemento indispensabile al sostentamento di un’economia rurale che si fondava sulle attività dei mulini ad acqua.
L’escursione è servita anche e a far comprendere come questo elemento oggi dato per scontato e che viene abbondantemente sprecato, abbia rappresentato una vera e propria conquista per le popolazioni dell’epoca, in quanto ha finalmente portato l’acqua nel centro abitato e messo fine alle fatiche di intere generazioni di uomini, ma soprattutto di donne, costrette a recarsi fin sopra alle sorgenti per rifornirsene.
L’escursione e il convegno non si sono limitati solo a celebrare il centenario della costruzione dell’acquedotto, ma hanno gettato luce sull’evoluzione del rapporto tra l’uomo e l’acqua, evidenziando come questo elemento, un tempo simbolo di fatica e sacrificio, sia diventato oggi una risorsa accessibile ma spesso sottovalutata, invitando, tra le righe, a farne un uso più consapevole e responsabile.