2018 senza Campanella

Per la bufala indecorosa dello sbarco di Ulisse erano tutti schierati, la scorsa primavera: la Regione, nelle vesti del vicepresidente Viscomi; i sindaci di Borgia, Squillace, Tiriolo che se proponi qualcosa di serio nemmeno rispondono, in spregio di monsignor Della Casa; le associazioni; e tutto un pubblico di bocche spalancate ad accogliere insetti [NOTA: traduzione letterale del dialettale “mbuccalapuni”], intellettuali in testa. Qualche matto si era sognato che ci andassi anch’io, il quale io, invece di Wolf, leggo Omero, ed è dal 1988 che mi faccio amare risate.

Invece, alla data del 20 febbraio, non si ha alcuna notizia della ricorrenza di Tommaso Campanella. Hai voglia a spiegare che è uno dei momenti fondamentali della filosofia europea dal XVI secolo al nostro: niente, tutti muti, i seguenti illustri signori:

– La Facoltà di lettere e filosofia di Cosenza, che però vanta un corso di laurea di “Pedagogia della R-esistenza”, il diavolo solo sa cosa sia! Faranno un convegno solitario come quello del Sirleto a Roma, che non lo seppe manco l’usciere del palazzo!
– La Regione Calabria, che circa la cultura ha vaghe informazioni e manco uno straccio di assessore;
– La Provincia, o come cavolo si chiama, di Reggio;
– I Comuni di Stilo e dintorni;
– I giornali, le tv;
– Gli intellettuali in genere;
– Eccetera.

Stilo, a dire il vero, non sarebbe solo il luogo natale del Campanella, e, con l’occasione, potrebbe valorizzare il suo immenso patrimonio: castello; Cattolica, duomo antico; duomo moderno; S. Giovanni Nuovo; convento, toh, dei Domenicani; palazzi eccetera. Bivongi, S. Giovanni Teresti Vecchio e altro, tra cui il vino. Pazzano, Monte Stella. Stignano, villa Caristo. Riace, S. Fili e SS. Medici…
In qualsiasi buco dell’Umbria, con il 10%, si sarebbero fatti i milioni! Poi vi lamentate che la Calabria è l’ultima d’Europa. Non mi sono iscritto al partito dei nemici del congiuntivo: lo “è”, altro che “sia”!

Ora magari qualche scemo del villaggio sussurrerà “Ma non ti legge nessuno”; e invece no: un paio di mesi fa, non appena attaccata la Regione, manco un’ora dopo so io cosa hanno fatto; e non lo scrivo per non coinvolgere degli innocenti. Mi leggono, eccome!
Perché non fanno niente per Campanella, come del resto non fecero nulla per s. Francesco, Giglio, s. Nilo e tantissimi altri casi?
Perché in Calabria le cose funzionano così. Uno propone una cosa, e subito scattano i peggiori grovigli mentali: “A chi posso fare un favore? Cosa ci guadagno io?”; o, più spesso, “Come posso impedirlo a lui che non amicu do meu?”

L’argomento passa in centesimo ordine, l’importante è approfittarne per sé o per un parente. Il parente è analfabeta? Sì, ma con laurea.
Vi ricordate Telesio? Spettacolone cosentino del costo di 600.000 €; mai vista una replica nemmeno a Rende. Ogni tanto annunziano film su s. Francesco, e nessuna sala cinematografica si onora della proiezione.
Intanto, però, corrono soldi… corrono, a chi? All’amico cui bisogna fare un favore, che poi a Natale…

Aggiungete l’infantilismo scolastico, che fa innamorare di Ulisse e non di Campanella. Volete mettere, Ulisse, con tutte quelle donne scollacciate? Che gliene frega a loro, della Metafisica? Meglio il fisico di Circe e Calipso! Nausicaa… più prudente evitare un’accusa di pedofilia.

Ulderico Nisticò

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