2027, Anno dei Normanni


La Torre di Roberto Guiscardo a S. Marco Argentano

La Torre di Roberto Guiscardo a S. Marco Argentano

Vengo a sapere che il 2027 sarà l’Anno dei Normanni, e che è un’iniziativa europea. Più che europea, anglofrancese, giacché hanno scelto il millennio esatto dalla nascita di Guglielmo, duca di Normandia, e, con la battaglia di Hasting del 1066, re d’Inghilterra.

Argomento da sollucchero per gli storici medievisti, e che coinvolgerà per quattro secoli Inghilterra, Scozia, Francia, il resto della cristinità e la Terra Santa. Mi piacerebbe raccontarvelo, però mi contento di chiamare in causa quella figura complessa che fu Riccardo Plantageneto detto Cuor di leone; e i risvolti letterari e cinematografici. Mi fermo.

Mi fermo sulla Manica, ma apro il discorso dei Normanni in Italia, che è l’origine della storia politica del Meridione dal 1016 al 1053 al 1130… e fino al 1861… e oltre.

E siccome le idee a tale proposito sono troppe e confuse, comincio a chiarire che i “nostri” Normanni non vennero con le navi dai fiordi della Norvegia ma via terra dalla Normandia di Francia, dove gli “Uomini del Nord” (North) stavano da almeno tre generazioni dai tempi del pirata e duca Rollone il Camminatore.

Dopo varie avventure e vicende, il Regno venne proclamato a Natale del 1130 a Palermo da Ruggero II: Regnum Siciliae et Ducatus Apuliae et Principatus Capuae, detto per brevità di Sicilia, cosa fonte di infinite confusioni onomastiche e politiche.

Nel 1016… eh, mica possiamo raccontare, o ci vorrebbero libroni. Ne posso scrivere uno, e qualche dotto lo leggerà con sussiegosi complimenti. Preferirei un più popolare film di quelli belli di una volta, e che non sia i soliti piagnistei intellettualistici della domenica.

E già, perché i Normanni, a parte le astuzie del Guiscardo e il “furor Normannorum” in battaglia, ci forniscono un curiosissimo campionario di tipi umani da cinema: il gigantesco Guglielmo Braccio di ferro; Roberto l’Astuto; Ruggero [I], giovanissimo avventuriero per amore, amico di san Bruno, e che quando, vecchio e lo stesso anno del santo, morì (1101) era tutt’altro il mondo da quando nacque; e tra le donne, la superba Giuditta, la forte Sighelgaita, Adelasia grancontessa e regina e monaca… Mi fermo qui, a bella posta. Caso mai ne vogliate sapere di più, chiedete nelle debite forme.

Ebbene, in questa fine del 2025, cioè mancando un mese e un anno dal gennaio 2027, leggo che si stanno preparando a Mileto, la capitale di Ruggero, e va bene; ma altro non leggo e non sento: e spero che la colpa sia solo mia. Eppure ce ne furono di avvenimenti “per contrastare a Roberto Guiscardo” (Inf. XXVIII), in Calabria, e la rivolta del capitano Sergio con soldati di Squillace e Soverato; o dalla sua parte, secondo i casi: S. Marco (Argentano), Scalea, Amantea, Mileto, S. Martino (oggi di Taurianova), Reggio, Gerace, Stilo, la Certosa, Muro Rotto e “a Villa d’o conti Ruscieri”, Squillace, S. Severina, Isola, Crotone…

Leggo che la Regione Basilicata ha aderito all’iniziativa europea: e a ragione, perché c’è Melfi, la prima roccaforte normanna, e tanto sempre cara che Federico II, il figlio di Costanza, vi tenne le Assise del Regno per proclamare le leggi Augustales, dette appunto Melfitanae; e si mostra a Melfi una casa di Pier delle Vigne. Noi potremmo mostrare Mileto, S. Martino, l’abbazia di S. Eufemia (con prolungamento in Spagna), S. Giovanni Theresti, S. Maria di Tridetti, il Patirion… i castelli… le belle monete normanne con scritte in arabo… e discutere della latinizzazione e riorganizzazione delle Diocesi, della fondazione di abbazie latine e dei cenobi cattolici di rito greco… e dell’introduzione del feudalesimo di modello franco, con il maggiorasco del primogenito (o, come in Inghilterra, la primogenita in difetto di maschi: ed ecco Clemenza; e Covella ed Enrichetta Ruffo… ), mentre nel Centronord vigeva il diritto longobardo, ed ecco perché erano conti Boiardo, Ariosto, Alfieri, Leopardi, Manzoni, eccetera…

Sono stato lampo, giusto per far sapere che, nell’anno dei Normanni, molto potrebbe fare la Calabria, aderendo all’iniziativa. Anno che è il 2027, quindi non ci possiamo permettere il “mo vidimu”.

Ulderico Nisticò