4 novembre: le guerre degli Italiani

 Dal 17 marzo 1861, proclamazione del Regno d’Italia (fumosamente, detto “Stato”; e anche il 4 novembre è chiamato dell’Unità Nazionale), la storia d’Italia annovera molte guerre; e commemoriamo i Caduti. Lo storici hanno molto lavoro a spiegare ogni singola guerra, secondo i tre canoni classici di Polibio: causa vera, pretesto, inizio; ma oggi dobbiamo solo rendere onore a quanti hanno combattuto e hanno perso la vita o sono stati mutilati e feriti.

 Lo stesso marzo 1861, e per anni, il Regio Esercito dovette affrontare una guerra interna nel Meridione, contro gli insorti fedeli ai Borbone. Fu un conflitto civile, e come tale con atti di ferocia da entrambe le parti.

 Nel 1866, l’Italia si alleò con la Prussia contro l’Austria (Terza guerra d’indipendenza). Era la prima prova militare del nuovo Stato, e gli esiti sul campo (Custoza) e in mare (Lissa) non furono gloriosi. Con qualche operazione più favorevole, e tramite Prussia e Francia, l’Italia ottenne il Veneto, ma non Trento, Venezia Giulia, Trieste e Dalmazia; con gravi conseguenze politiche future.

 Acquistati territori africani, l’Italia subì nel 1896 una sconfitta ad Adua per mano degli Abissini; conquistò tuttavia Eritrea e Somalia. E qui, e per allora e per gli avvenimenti da venire, ricordiamo anche le truppe dei possedimenti italiani, che si batterono valorosamente per noi: truppe regolari, zaptiè (carabinieri), bande irregolari, truppe libiche, poi anche albanesi.

 Nell’anno 1900, l’Italia partecipò alla spedizione internazionale in Cina, ottenendo una Concessione nella città di Tien Tsin.

 Nel 1911, l’Italia mosse guerra alla Turchia, e occupò Tripolitania e Cirenaica, con Rodi e Dodecaneso. I territori detti Libia verranno effettivamente conquistati negli anni 1930.

 Nel 1915, la Prima guerra mondiale, la più difficile e sanguinosa della storia nazionale, con 650.000 Caduti e moltissimi mutilati e feriti. Il 4 novembre 1918 l’Austria-Ungheria chiedeva all’Italia l’armistizio, così arrendendosi. Dopo varie vicissitudini, in parte discutibili per debole condotta dei governi, vennero annessi Trentino, Alto Adige, Venezia Giulia, Trieste, Istria, Zara e Fiume.

 Come accennato, si procedette all’effettiva occupazione della Libia.

 Nel 1935, l’Italia mosse guerra all’Abissinia. Occupato il territorio, il re Vittorio Emanuele III venne proclamato imperatore d’Etiopia.

 Dal 1936 al ’39 fu determinante l’intervento italiano (presentato come di “volontari”) a fianco delle truppe nazionaliste di Franco contro i repubblicani e comunisti.

 Entrata nella Seconda guerra mondiale il 10 giugno 1940 a fianco della Germania, l’Italia combattè sulle Alpi contro la Francia; in Africa Orientale; in Libia ed Egitto per tre anni contro la Gran Bretagna; nei Balcani contro Grecia e nella complesse operazioni della crollata Iugoslavia; in Russia; nel Mediterraneo e in Atlantico e Indiano; fino alla crisi del 1943, con le conseguenze politiche interne della caduta del Regime fascista, ed estere dell’armistizio.

 Seguirono terribili mesi di combattimenti in Italia, che furono anche di guerra civile tra la RSI fascista e le formazioni partigiane.

 E non finisce. Dal 1981, l’Italia partecipa a moltissime di quelle operazioni che oggi si chiamano spedizioni di pace o con vaghe formule in inglese, ma hanno avuto i loro Caduti; e, immaginiamo, anche i loro combattimenti, sebbene se ne parli, opportunamente, poco.

 Né possiamo dimenticare i Caduti delle Forze dell’ordine nel meritevole e difficile compito di stroncare la delinquenza.

 Onore a tutti i Caduti.

 Ah, una precisazione. Il servizio militare è un obbligo da sempre; ma è stato sospeso, e oggi le FFAA sono di fatto su base professionale. Chi ha fatto la “naia” ne ricorda le luci e le ombre. Ma ne parleremo un’altra volta.

Ulderico Nisticò