42enne calabrese ucciso a colpi di pistola al culmine di una lite nel bergamasco


Roberto Guerrisi, 42 anni di origini calabresi, è stato ucciso al culmine di una lite tra famiglie per i presunti maltrattamenti subiti da una delle tre figlie dell’uomo. 

Per l’omicidio di Roberto Guerrisi a Pontirolo, nella Bassa Bergamasca, è stato fermato un uomo. Si tratta dello zio del fidanzato di una delle tre figlie della vittima.

Guerrisi è stato colpito da un proiettile al volto, ed è crollato dopo aver percorso pochi metri nonostante gli immediati soccorsi. Secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori, i carabinieri di Treviglio coordinati dal sostituto procuratore Giampiero Golluccio, sua figlia gli aveva rivelato di aver subito maltrattamenti dal compagno.

L’uomo era andato davanti la sede della Db Car, azienda specializzata in vendita e noleggio di automobili, che è di proprietà della famiglia Bonfiglio del fidanzato della figlia.

Ne sarebbe nata una lite, che ha coinvolto 7-8 persone, culminata poi nello sparo e nella morte di Guerrisi. Gli interrogatori a diversi componenti delle due famiglie sono andati avanti tutta la notte, così come le ricerche dell’arma del delitto, sia nell’abitazione dei Bonfiglio, sopra il capannone, sia nei campi circostanti.

Oltre a Rocco Modafferi, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio di Roberto Guerrisi, i carabinieri hanno indagato anche altre due persone, entrambe italiane e parenti di Modafferi, con l’accusa di favoreggiamento personale.

L’uomo si trova ora in carcere a Bergamo, dove nelle prossime ore sarà sentito dal gip.