A breve dovremo votare per il sindaco

 Ebbene sì, ormai è ufficiale: dobbiamo votare tra qualche mese; tra qualche mese, ripeto, non tra qualche anno. Posto che la data sia domenica 29 maggio, il 4 andranno presentate le candidature; senza scordare che il 17 aprile è Pasqua. Il tempo, dunque, stringe.

 Da buon reazionario, non mi curo molto di chi sarà il sindaco, ma perché uno sarà sindaco, con quali idee e intenzioni. Attenti che non sto scrivendo “programma” per i manifesti; ma proprio idee, e, prima ancora, con quali analisi dei problemi, e quali soluzioni.

 D’istinto, io (io conto un voto, 01; ma ci tengo), io non voterò per chi si farà scappare frasi quali “Perla dello Ionio” e varianti. Mi serve qualcuno capace di rendersi conto che tante saracinesche abbassate e vetrate chiuse, e ornate di stampati FITTASI e VENDESI, e nessuno compra né fitta. Qui urge una botta di crudo realismo: far capire, con le brutte, ai proprietari che pretendere fitti altissimi per bugigattoli solo perché sono a Soverato, è da bambinoni autoillusi, quando locali migliori si trovano a metà prezzo altrove.

 Oppure, che ne dite di una bella tassa sui locali sfitti? Sarebbe educativo.

 Vero che non è un problema di numero di esercizi commerciali, ma di qualità; e troppi sono fermi, e per mentalità e per merce, al 1980.

 Lo stesso, anzi peggio, per gli appartamenti… no, per interi stabili dalle tapparelle chiuse a mezzogiorno e alle sette di sera, segno evidente che i proprietari vivono altrove; se non a miglior vita. È noto a tutti il calo demografico; mentre basta un’occhiata per fare statistica sulle classi di età. Che poi la sera di sabato alcuni vicoli molto stretti appaiono pieni di giovani, ciò è dovuto in gran parte al fatto che i vicoli sono stretti; e pochi paiono assai. Comunque, è giusto il sabato.

 Il famoso prolungamento del turismo… ecco un’altra frase che mi sconsiglierà dal votare. Il turismo di Soverato, che poi è quasi solo balneazione agostarica, non sarà mai una cosa seria, fin quando non sarà gestito da professionisti, smettendo quindi di essere una seconda attività di tizi che l’1.09 devono andare a lavorare altrove; quindi hanno interesse a chiudere baracca.

 Baracca non è un modo di dire: è lo spettacolo che danno i lidi di Soverato. C’è un piano spiaggia? Finora, non se ne vede nessunissima traccia.

 Non ci sarà turismo serio fin quando si tollererà il fitto illegale di appartamenti in nero, in nerissimo; e in cui bivaccano dei Pinchipalla senza carta d’identità, e che potrebbero essere chiunque, terroristi inclusi. Urge obbligare i proprietari ad affittare solo tramite agenzia; e rispettando livelli di decenza spesso assenti. Ovvio che così il prezzo degli appartamenti aumenterà, con benefico effetto di sfoltimento e scrematura, e miglioramento della qualità. Infatti, il turismo cattivo scaccia quello buono; e ciò dal 1990 è successo a Soverato.

 Le altre forme di turismo, a Soverato sono ignote. Si pensi al fallimento del centenario del Gagini (1521-2021), che, in attesa dei fondi di Spirlì che mai arrivarono, si ridusse, ad essere buoni, al 30% delle potenzialità; e ciò con la connivenza e assenza delle autorità comunali e parrocchiali. Quanti forestieri sono stati portati a visitare la Pietà? Ma che dico, forestieri: chissà quanti intellettualoni e professoroni e “tu non sai che grande uomo di cultura”, si sono mai disturbati a vedere la Deposizione? Quanto alla conoscenza del centenario, essa, già modestissima a Soverato, non è giunta a Montepaone, Petrizzi, Gagliato e Satriano; figuratevi nel resto della Calabria! Il busto, è dovuto a privati.  A proposito, quanto un rendiconto?

 Ecco un esempio di scarsa autorevolezza della politica. Alecci per primo doveva chiedersi come mai non si facesse niente di importante per il centenario; imporsi; chiedere a chi sa; pretendere qualcosa che – come era nei progetti iniziali – attirasse a Soverato l’attenzione di tutta la Calabria, ricchissima di opere del Gagini. Niente di tutto questo. Insomma, nella mentalità, il turismo di Soverato è solo la spiaggia; e tutte le altre forme di turismo, scarsissime o nulla.

 Insomma, mi piacerebbe che qualcuno affrontasse questi problemi e tanti altri. Poi, e solo poi, parliamo di nomi. Possibilmente, non alle 11.50 dell’ultimo giorno utile, come l’altra volta!

 Ad oggi, 26 dicembre, l’argomento delle prossime elezioni mi pare del tutto ignoto alla popolazione. Vediamo dopo le abbuffate?

Ulderico Nisticò, elettore