A che serve, l’Europa?


 Appena… no, ancora prima di arrivare alla Casa Bianca, Trump ha imposto la pace in Palestina, e la sta proponendo con successo sul Don. Si chiama Realpolitik, ovvero, insegna il Machiavelli, “cum parole non si mantengono li Stati”, e meno che meno si assicura la pace.

Trump, non l’Europa (dis)Unita; e non le ideologie di chi voleva la guerra con la pelle degli altri. Più di una volta vi ho raccontato quante guerre si evitarono; e come il Congresso di Vienna abbia assicurato, con qualche scossone breve, la pace in Europa dal 1814 al 1914; e come Bismarck abbia fermato, nel 1878, le guerre balcaniche; e nel 1881 guerre per le colonie in Africa; e vi ho parlato di Monaco 1938 per i Sudeti tedeschi nell’inconsistente Cecoslovacchia, eccetera.

Che ha fatto l’Europa, per le due guerre in Palestina e sul Don? Niente, a parte le inutili sanzioni che hanno fatto danno non alla Russia ma all’Europa! Trump sta dicendo, con spudorata sincerità, che l’Europa non conta niente, perché non sa contare.

Vi ricordate quando Ursula in Turchia restò in piedi senza una sedia? Ebbene, qualsiasi “cudespina” calabrese analfabeta, e pronipote di analfabeti, avrebbe girato le terga inveendo “stu tamarruni”; e invece Ursula andò micia micia a cercarsi un divano.

Capite che non mi preoccupo di dove Ursula metta il baronale e laureato posteriore, ma dall’evidente dimostrazione di debolezza e, peggio, di ideologia terzomondista e buonista; e aver fatto vedere un’Europa priva di carattere e di forza.

Del resto, l’Europa non è un’entità politica, bensì una burocrazia di discutibile e raccomandata origine, che si dedica agli epocali problemi dei tappi di bottiglia e delle fiscelle delle ricottine.

Dove vogliamo andare, con questa Europa? O la si cambia radicalmente, o ne possiamo fare a meno.

Ulderico Nisticò