“A ciambra” al teatro comunale di Soverato

“A ciambra” è la rappresentazione di una realtà, quella più a sud della società occidentale ma contemporaneamente più a nord del terzo mondo. Questa realtà è la Calabria, dove diverse microciviltà convivono una accanto all’altra. Così il Presidente della Cineteca regionale della Calabria Eugenio Attanasio nella giornata di martedì 20 Marzo presenta al pubblico del teatro comunale di Soverato il film del regista italo-americano Jonas Carpignano che, dopo “Mediterranea”, decide di girare il suo secondo film nello stesso posto del primo, Gioia Tauro, questa volta all’interno della comunità rom.

Un prodotto di qualità che rappresenta anche un investimento culturale in Calabria, inserito nella rosa dei candidati agli Oscar del 2017 e che ha ricevuto grande consenso al festival di Cannes dello stesso anno. La proiezione del film, promossa da Calamedia, è stata gratuita e aperta a tutti. Tra il pubblico tantissimi studenti delle scuole superiori della città. Il film ha diverse letture e tutte restituiscono agli spettatori un personaggio straordinario, il giovane Pio. Un personaggio istintivo come lo è l’intero film.

Un ragazzo che conquista lo spettatore nonostante il suo modo di vivere. Jonas Carpignano realizza una narrazione cinematografica che sospende il giudizio, limitandosi a presentare sullo schermo un mondo diverso dal nostro. Il regista non ha un atteggiamento etico nei confronti della realtà che rappresenta, vuole solamente mostrare le giornate di questo straordinario protagonista che, alla fine, compie il suo viaggio di iniziazione dall’età adolescenziale a quella adulta. La scelta che Pio deve compiere è quella tra una profonda amicizia e la famiglia. Attraverso questa determina la sua crescita. Una crescita che non sempre consiste in un’evoluzione positiva, infatti Pio nel momento stesso in cui sceglie, piange. È la crisi di coscienza del personaggio e proprio qui il pubblico apprezza profondamente il protagonista.

<<Un film che riempie di orgoglio la Calabria perché racconta uno spaccato di società e rappresenta un ottimo stimolo per i giovani>> sostiene Attanasio rivolgendosi ai ragazzi in sala. Portare dietro la macchina da presa la realtà non è sempre facile, ma il regista ha deciso di farlo. Il grande privilegio del film è quello di aver dimostrato che a volte la realtà supera gli effetti speciali della finzione.

Floriana Ciccaglioni

 

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