A Cosenza c’è una cosa che non si farà più mai

 È la metropolitana leggera, ma non è questo che m’interessa; e non ne so quasi niente; e nemmeno se era inutile o dannosa o buona o miracolosa… e non lo voglio sapere. So solo che dei soldi europei, stanziati per un’opera pubblica calabrese, tornano indietro… cioè non partono affatto, restano a Bruxelles, o andranno in Lituania o in Portogallo o a Malta o a Milano; dovunque tranne che in Calabria e a Cosenza.

 Da quello che trapela, il motivo è il solito: rinvia oggi, rinvia domani; chiacchiera di questo, blatera di quello; ripensaci così e ripensaci così… l’Europa, la cui burocrazia è tragicamente efficiente quando fa comodo, ha detto che non c’è più tempo per finire il lavoro, quindi manco lo si fa iniziare. Giustamente, sarebbe uno spreco.

 E nemmeno si possono utilizzare i fondi per qualsiasi altra cosa: niente, tornano indietro come ai tempi di Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra). Sotto quei signori, la Calabria ricevette tanti di quei soldi da poter essere lastricata d’oro con lapislazzuli e rubini; e invece quegli esseri inutili li hanno rispediti indietro. La Santelli c’è da tre mesi…

… vero, ma era vicesindaco di Cosenza. Di Cosenza, non di Tokyo.

 Se io avessi tempo e voglia… o se qualche professore coraggioso dell’UNICAL e non connivente con il potere, con qualsiasi potere, assegnasse una tesi di laurea a un giovanotto altrettanto con i baffi, verremmo a sapere attraverso quali tortuosi passaggi siamo arrivati a tale buffo risultato. Troveremmo che X ha detto che, Y ha ribadito che, Z ha contraddetto che, e intanto il partito, il salotto, l’intellettuale, il giornale, gli uffici…

 Troveremmo il colpevole? No, quello in Calabria non si scopre mai: in Calabria, la colpa di qualsiasi cosa è sempre di qualcun altro; e tutti hanno o si fanno la ragione. Per il sindaco è colpa dell’opposizione, per l’opposizione è del sindaco; per i progettisti, della geologia o dell’idrologia; per… volete vedere che daranno la colpa ad Alarico? oppure, Pino Aprile griderà che la colpa è di Garibaldi; e i prof dell’UNICAL, che è dei Borbone. Basta accertarsi che siano tutti morti, Borbone Garibaldi Alarico: mai sfotticchiare qualcuno vivo, e che potrebbe farti un favore!

 E siccome sono tutti colpevoli, morti e vivi, e quando dico tutti non escludo nessuno, a Cosenza faranno come al solito in Calabria: si perdoneranno a vicenda, applicando la più rigida omertà calabra, che non è quella mafiosa ma quella intellettuale. Amnistia, vuol dire proprio dimenticanza.

 Ovvero, tra una settimana non ne parlerà più manco lo sfaccendato del bar.

 Qualora Giulio Cesare fosse stato calabrese, invece di varcare il Rubicone, avrebbe preso la cittadinanza di Rimini, restandosela a pensare tra un bagno e una piadina; sarebbe morto vecchio e di catarro, schiattando di noia e senza aver fondato l’Impero e beccare pugnalate. Qualora Colombo… Dante…

 Ragazzi, se la Calabria si vuole salvare, occorre gente che getti il dato (ὁ κύβος ἐῤῥίφθω), e se ne freghi di tutto e del parere di tutti. De-cida, che significa tagliare…

 Intanto abbiamo perso dei soldi, tantissimi soldi, e con essi del lavoro e dell’economia. E saranno tanti ragazzi emigrati di più o meno lusso, per non tornare mai.

 Concludo perciò come fece il generale in visita alla caserma, quando trovò che niente andava bene. Chiamò gli ufficiali, e pronunziò queste immortali parole: “Io vi lascio il TDC: voi fatene uso interno”. Lo stesso lascio io per Cosenza, Rende, UNICAL, giornali eccetera. In eccetera sono compresi tutti gli abitanti e residenti e di passaggio.

 Il TDC… chi ha fatto la naia lo sa.

Ulderico Nisticò