Si è svolto a Lamezia Terme il terzo appuntamento del percorso formativo congiunto INPS – Patronati sulla riforma della disabilità, dopo le tappe di Firenze e Bologna. Tre giornate di lavoro dedicate al confronto operativo su una riforma in sperimentazione in decine di città che introduce nuove modalità di valutazione e nuove procedure per l’accesso ai diritti.
L’iniziativa ha rafforzato il dialogo tra INPS e Patronati dei raggruppamenti CE-PA e CIPLA, confermandosi un’occasione di rilancio del dialogo istituzionale tra INPS e Patronati, la cui esclusione dalla fase iniziale dell’accertamento della condizione di disabilità può determinare il mancato riconoscimento dei diritti per i soggetti più fragili, in quanto da sempre gli Enti di Patronato sono un punto fondamentale per accompagnare i cittadini nella conoscenza, nell’attivazione e nell’esercizio dei diritti. In questo contesto, la formazione congiunta tra operatrici e operatori dell’INPS e dei Patronati resta uno strumento fondamentale per offrire risposte corrette e supporto concreto ai cittadini.
Il Patronato INCA CGIL ha partecipato ai lavori con una propria delegazione regionale e nazionale, contribuendo attivamente alla formazione e al confronto con l’Istituto. Nel corso dell’incontro sono stati presentati anche i dati relativi alla provincia di Catanzaro, uno dei primi territori in cui è stata avviata una sperimentazione che va avanti a macchia di leopardo, con zone in cui emergono forti criticità e altre in cui ci sono numeri positivi. Tra queste, appunto, Catanzaro.
“Al 31 dicembre 2025, oltre il 98% delle persone che hanno presentato il certificato medico introduttivo è stato già convocato a visita o ha ricevuto la convocazione dalla commissione medica INPS – ha spiegato Luigi Vitale, direttore INCA Catanzaro, intervenuto sul palco –. I tempi di attesa si attestano tra i 15 e i 20 giorni e anche le liquidazioni delle prestazioni economiche avvengono generalmente entro i 30 giorni”. Accanto agli elementi positivi, restano però molte criticità, soprattutto in vista dell’estensione della riforma a tutte le province calabresi.