A Soverato qualche voce si leva


Alzi la mano chi si è accorto che c’era la campagna elettorale per la Regione. E già, silenzio assoluto. Gli anziani ricordano quando Soverato era la terra della vivacità politica; e lo erano anche luoghi come Cardinale, Chiaravalle, Montepaone, Satriano; con piazze piene ai comizi; e con le vecchiette analfabete che si facevano portare a spalla a votare. E invece le loro nipotine con due lauree e quattro master, è grasso che cola se entrano in un seggio, scrivono qualcosa e scappano.

Ci sono cause profonde, che riassumo rapidamente: quasi tutte le ideologie che pure vengono presentate come fossero recentissime e attualissime, sono in realtà del XVIII e XIX secolo; e i partiti che le rappresentavano sono ormai solo organigrammi di candidati, senza una sede, senza un congresso…

Ma veniamo a Soverato, dove dilaga il silenzio. M’incuriosisce però il fatto che qualcuno, anche se raramente, affacci qualche protesta su qualche fatto specifico. Meglio che niente… Mancano invece analisi serie e statistiche credibili sulla realtà cittadina. Facciamo noi un poco di sociologia da dilettante.

  • Mettetevi sul Lungomare in ore attive, diciamo a mezzogiorno, e vedrete i palazzoni con una buona metà di serrande abbassate, segno che gli appartamenti sono deserti, e i proprietari si trovano altrove.
  • E non sono in vacanza, ma trasferiti di fatto a raggiungere figli precedentemente emigrati. Alla fine, quanti abitanti effettivi conta Soverato?
  • E che mi dite delle classi di età?
  • Poi fate una passeggiata sul corso e dintorni, e leggerete uno squasso di negozi chiusi con AFFITTASI e VENDESI che non compra e non affitta nessuno.
  • In compenso, da mezzo luglio a fine agosto c’è “quanta gente sul Lungomare” e spiagge e anche locali e ristoranti; ma nessuno si prende la briga di contare quanti bagnanti siamo di qui e quanti sono di fuori; e dove dormono i forestieri…
  • Ancora, positive sono le attività di valide associazioni, e l’organizzazione di occasioni culturali, teatrali e di feste e incontri e sport, con “quanta gente”; magari di passaggio, però tanta.

Luci e ombre, dunque. Certo che occorrerebbe parlarne, e proporre.  Facciamo sotto.

Ulderico Nisticò