Abolire il senato e la senatrice

Abolire, sia chiaro, ha un significato giuridico, non personale. Auguro a Silvia Vono almeno altri cento anni di vita anagrafica, mentre sarei lieto se non le restasse manco un minuto di vita politica; e, in particolare, di permanenza nel seggio che attualmente occupava fino a ieri mattina come 5 stelle, da ieri sera come Italia Viva… e domani, come direbbe Rossella, è un altro giorno. Del resto, non mancano ottimi esempi in Dorina Bianchi, Beatrice Lorenzin, Laura Boldrini…

Provate a immaginare, negli Stati Uniti, chi, eletto repubblicano passi democratico o viceversa: immaginate in Arizona! È solo immaginazione, ovvio.
Il 4 marzo 2018 io, pur di non votare il centro(destra), votai 5 stelle, e quindi la Vono. A oggi, che si contano li 26 settembre 2019, non solo scopro di aver votato Renzi; ma mi sovviene che la suddetta Vono neanche prima, neanche quando era nella maggioranza del Conte Uno, insomma non ha fatto un bel niente di niente di nulla. Compare stamani su un giornale nazionale solo per il salto della quaglia, con la buffa dicitura “un senatore”.

Vero, un giorno accompagnò Toninelli, il quale promise più strade dell’intera Tabula Peutingeriana, e poi non se ne vide un centimetro.
Prima e dopo, la Vono avrà forse votato a comando del capogruppo, come del resto dal 1948 fanno il 95% dei deputati e senatori, in numero di 950.
Renzi, a proposito, voleva abolire il senato: e io votai sì al referendum. Oggi Renzi è senatore; e lo è anche la Vono, oggi passata a Renzi.

Gli altri deputati e senatori calabresi di tutti i partiti, idem come la Vono: zero. Zero, valgono: politicamente parlando, s’intende, e per tutto il resto santi subito. Sapete se è ancora su questa terra Antonio Viscomi?

Concluse le amare ma necessarie risate, cerchiamo di capire.

1. Le giravolte di parlamentari sono previste dalla vigente costituzione, che è dichiaratamente e sfacciatamente partitocratica, e recita, all’art. 67: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”; né vincolo territoriale (un parlamentare non rappresenta la Calabria o il Friuli, quindi non ha obblighi verso gli elettori del suo collegio), né vincolo di partito: e questo autorizza ogni voltagabbana a fare il suo comodo.
2. Il numero pletorico di parlamentari è stato studiato apposta perché fosse modestissima la qualità politica, e quindi il parlamentare sia solo un esecutore di ordini del suo partito… o del partito dove, a meta strada, salta.

Infine, due riflessioni politiche. I 5 stelle si stanno sgretolando; e chissà quanti altri Vono sono in lista d’attesa per trovare un CENTRO DI ACCOGLIENZA come i clandestini fintoprofughi e fintominorenni!
L’altra è che urge cambiare profondamente la suddetta partitocratica costituzione vigente. Cambiare, non scrivere: quando uno scrive l’art. 10 nel 1947 (“lo straniero”) e arriva Grasso che l’interpreta allegramente nel 2019 (“milioni di stranieri”), vedete quanto è pericoloso scrivere!!!

E quando la Corte Costituzionale, non si sa in base a che e a quale articolo più o meno letto male alla Grasso maniera, legittima dare una mano a suicidarsi, ebbene, e non solo per questo, tale Corte va solo mandata a casa.

Ci vogliono una camera politica di massimo cento membri molto qualificati; e una corporativa in rappresentanza dei corpi intermedi; e con funzioni radicalmente diverse, e non più doppione una dell’altra.
Per il momento, tanti saluti a Gelsomina Silvia Vono e a Matteo Renzi che sono nello stesso partito… per ora.

Ulderico Nisticò