Accademia dei Bronzi – Incontro sul tema: Il mito di Ulisse tra i due mari

“L’Accademia dei Bronzi è un’associazione che opera a tutto campo ormai da decenni, senza utilizzare contributi pubblici, ma contando solo sulla libera adesione di artisti e cittadini che amano dedicare parte del loro tempo libero alla riscoperta dei territori e all’approfondimento delle proprie radici. Poesia, pittura, archeologia miti e leggende per noi fanno parte di un solo disegno culturale: quello di dar vita a questi territori, sostituendoci spesso alle istituzioni periferiche. In questo contesto rientra il nuovo appuntamento culturale che si terrà nella Sala delle Culture di Tiriolo, sabato pomeriggio, a partire dalle ore 15,30, sul tema “Il mito di Ulisse tra i due mari”: relatore lo storico Domenico Montuoro componente del consiglio direttivo “Teura”, una delle più attive associazioni del comprensorio”.

È ciò che afferma, Vincenzo Ursini, presidente dell’Accademia dei Bronzi, che con “Teura” – altra importante associazione culturale presieduta da Antonio Montuoro – ha creato ormai da anni un solido rapporto di collaborazione. Ursini, nel ringraziare il sindaco di Tiriolo Domenico Greco “per la continua attenzione che rivolge verso tutte le iniziative culturali ed in particolare verso quelle proposte dall’Accademia dei Bronzi”, ha altresì comunicato che nel corso dell’incontro saranno consegnati alcuni attestati di socio ordinario e sostenitore ad autori di varie regioni, “a conferma – ha sottolineato – di quanto ormai sia radicato in ambito nazionale il nostro sodalizio culturale”.

Gli artisti che riceveranno l’attestato sono: Franca Aiello (Torino), Anna Alfano (Napoli), Elvio Angeletti (Senigallia), Luca Benatti (Spilamberto), Mariella Bernio (Brugherio), Lorenza Bini (Capraia a Limite), Massimo Bocotti (Lodi), Giuseppe Brunasso (Santa Maria Capua Vetere), Grazia Calabrò (Cosenza), Sergio Camellini (Modena), Francesco Saverio Capria (Catanzaro), Angelo Chiappetta (Rende), Giovanni Chiarella (Catanzaro), Antonio Ciervo (Trento), Sonia Colopi (Galatone di Lecce), Cărola Corbetta (Cantù), Francesco D’Amico (Lamezia Terme), Annalinda De Toffol (Ospedaletto Euganeo), Antonio Mirko Dimartino (Taranto), Marino D’Urso (Bisceglie), Concetta Famà (Messina), Erminia Iolanda Ferrara (Cologno Monzese), Annamaria Guidi (Foligno), Maurizio Laugelli (Girifalco), Leo Donato (Rocca di Capri Leone), Massimiliano Lepera (Catanzaro), Marinella Manca (Milano), Bruna Marino (Catanzaro), Giuseppe Minniti (Limpidi di Acquaro), Francesca Misasi (Cosenza), Caterina Morabito (Montepaone), Elisabetta Morello (Catanzaro), Rosita Panetta (Torino), Rocco Pedatella (Trezzano sul Naviglio), Anna Rachele Ranieri (Terzigno), Lolita Rinforzi (Assisi), Massimo Ronco (Gioia del Colle), Ugo Rosanò (Catanzaro), Concetta Rotundo (Catanzaro), Caterina Tagliani (Sellia Marina), Maria Teresa Talarico (Botricello), Sonia Vivona (Rende).

Sabato, quindi, a Tiriolo, mito, storia, leggenda, poesia e arte s’incontreranno nel nome di Ulisse.

“Sono passati più di trenta anni – spiega Domenico Montuoro – da quando Armin Wolf, utilizzando i dati nautici e geografici forniti da Omero, ripercorse per mare l’avventuroso ritorno (nostoi) di Ulisse, dopo otto lunghi anni di peregrinazioni, alla tanto agognata Itaca. Più volte Wolf, ricercatore del Max Plank Institute di Francoforte, ha avuto occasione di presentare al pubblico italiano e calabrese i risultati delle sue lunghe e pazienti ricerche condensate nel volume Der Weg des Odysseus (1968), arricchito e ampliato in una seconda edizione: Die Wirkliche Reise des Odysseus (1983), finalmente tradotto in italiano, Ulisse in Italia. Sicilia e Calabria negli occhi di Omero (2017). Non è il caso di procedere ad un’elencazione della presenza di Ulisse e degli altri eroi omerici nelle più svariate località: basta quanto affermato dallo stesso Armin Wolf che indica in settanta, ma oggi si può tranquillamente affermare che sono ancora di più, il numero delle ipotesi ricostruttive, da quelle più antiche, che possono farsi risalire già al VI secolo a.C., a quelle più recenti”.

È del tutto plausibile e non deve destare alcuno “scandalo”, che uno studioso tedesco colleghi la Calabria e l’istmo tra i due mari, con l’Odissea nel suo complesso.

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