Accorpare i Comuni? Parliamone sul serio


Mesi fa si sentì parlare di un progetto di legge regionale sull’accorpamento dei Comuni: anche in questo caso, plumas y palabras el viento las lleva. Traduzione: chiacchiere e piume, il vento se le porta via. Proviamo a ragionarne sul serio, utilizzando questa cartina rubata all’ASP mentre facevo una fila inutile.

Guardate, amici lettori, come sono combinati gli agri comunali, e capirete che i confini territoriali sono, come vi vado ripetendo da decenni, effetto di giochini e interessi di quando sono stati istituiti i Comuni. Pensate che lo furono ai tempi del re Italo? Ma no, quasi tutti risalgono a un decreto di Giuseppe Bonaparte del 1807, o a uno di Gioacchino Murat del 1811; e che i Borbone del Regno Due Sicilie mantennero come quasi tutte le riforme dei Napoleonici a vantaggio del ceto borghese; ceto borghese, diciamo tra parentesi, che si mostrò del tutto ingrato ai Borbone, e anche del tutto incapace di contare qualcosa nel Regno unitario dopo il 1861 e nell’attuale Repubblica.

Guardate, ripeto, i confini degli agri, e provate a immaginare che si debba organizzare l’intero territorio del Basso Ionio ai fini turistici, agricoli, artigianali, industriali, stradali… e che quindi debbano trovare un accordo sindaci e consigli comunali e maggioranze e opposizioni! Sai le risate?

Noterete poi che parecchi Comuni hanno un agro molto vasto, mentre sappiamo benissimo che contano ben pochi abitanti. E non è finita: eccetto Soverato dal 1881, tutti i Comuni la cui popolazione risiede nelle Marine hanno il municipio nei pittoreschi deserti borghi… e nessuno ha il fegato di trasferirlo.

Vi bastano, come argomenti? Concludo che, secondo il mio modesto parere, serve accorpare i Comuni. Accorpare nel senso di conurbare, non pezze a colore e pannicelli caldi di servizi consorziati. Servono Comuni con un sindaco solo. Quali?

  1. Un Comune con Guardavalle, S. Caterina, Badolato, Isca, S. Andrea, S. Sostene.
  2. Un Comune con Davoli, Satriano, Gagliato, Soverato, Petrizzi.
  3. Un Comune con Argusto, Chiaravalle, Cardinale, Torre R.
  4. Un Comune con S. Vito, Centrache, Cenadi, Olivadi, Palermiti.
  5. Un Comune con Montepaone, Montauro, Gasperina, Stalettì.
  6. Un Comune con Squillace, Borgia, S. Floro, Vallefiorita.
  7. Un Comune con Girifalco, Amaroni, Cortale.

E i servizi? Ragazzi, siamo nel 2025, ed esistono internet e annessi. La sede municipale? Dov’è meglio? Il sindaco di ognuno dei Comuni? Il più adatto, dovunque sia nato.

Il metodo? Un decreto.

Ovviamente, il primo giorno degli accorpamenti, aspettatevi vibranti proteste di piazza; il secondo, proteste semplici; il terzo, sussurri; il quarto, tutti tranquilli; il quinto, contenti.

Ulderico Nisticò