Erano stati arrestati dai carabinieri della Stazione di Conflenti nel febbraio scorso con l’accusa di aver narcotizzato una coppia di ultraottantenni da cui lavoravano come collaboratori domestici andando poi via con oltre mille euro in contanti e altri beni. Pertanto, un 27enne di Decollatura T.B (difeso dall’avvocato Antonio Larussa) e una 46enne, di San Pietro Apostolo O.D. (difesa dall’avvocato Francesco Iacopino) erano finiti in carcere.
Il giudice Rossella Prignani, vista l’istanza di sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari avanzata dalle difese, ha applicato per i due la misura meno afflittiva.
Inoltre, in vista del processo, gli imputati hanno anticipato la richiesta di rito abbreviato. La decisione del giudice ha considerato anche il tempo trascorso dall’applicazione della misura e l’inizio del processo ed ha tenuto conto dell’atteggiamento mostrato dai due, che hanno risarcito il danno cagionato e si sono dimostrati pentiti, il giudice ha considerato anche il loro stato di incensuratezza.
Pertanto, è stata sostituita la misura della custodia cautelare in carcere con la misura degli arresti domiciliari con il divieto di comunicare, in qualsiasi modo, con altre persone che non siano i propri stretti congiunti coabitanti o il difensore.
I due, secondo la ricostruzione dell’accusa, lo scorso 4 gennaio, si sono recati nell’abitazione degli anziani e mentre l’uomo li intratteneva, la donna ha somministrato dosi elevate di sostanza sedativa – ritenuta potenzialmente letale – nel latte e nel caffè. Le vittime, bevuta la bevanda, hanno perso conoscenza svenendo per impossessarsi di denaro e oggetti per poi fuggire.
Gli anziani sono stati soccorsi dai carabinieri di Conflenti e dei sanitari del 118 giunti nell’immediatezza, poiché allertati dai vicini. Dalle indagini dei carabinieri sarebbero quindi emersi concreti elementi di prova a carico degli indagati che erano stati arrestati per rapina aggravata.