Afghanistan: la fine delle belle utopie

 Alle ong e ai buonisti a pagamento non parrebbe vero di accogliere un dieci, venti milioni di profughi; da ricevere a favore di telecamere, commozione della giornalista di turno, e poi abbandonare a dormire sulla panchina. La carità mi vieta di pubblicare la foto, ma andate a vedere.

 Lo fanno con i Tunisini, che vengono da una terra dove l’ultima guerra degna di questo nome finì nel 146 a. C.; con i Marocchini, che non combattono dai tempi di al Mansur e del Cid… figuratevi ora con Kabul, fra taleban, ISIS e droni superelettronici USA che sbagliano mira e ammazzano una famiglia con bambini. E giù promesse di accoglienza dei maschi giacché le donne sono perseguitate, però le lasciano laggiù: è letteralmente così!

 I governi europei, rendendosi conto, finalmente, della gravità del problema, stanno dicendo a mezza bocca che milioni di profughi non possono arrivare e trovare posto, e a fare che non si sa.

 Le soluzioni possibili sono due. La più immediata, accordi con gli Stati confinanti, cioè pagarli come stiamo facendo con la Turchia.

 L’altra è molto politicamente scorretta, ed è chiedersi perché i profughi debbano fuggire. Per qualcuno, lo capisco, e sappiamo che persino un cantante è stato ucciso perché, semplicemente, cantava.

 Quello che non capisco, è perché qualcuno debba scappare perché non c’è la democrazia. O, più esattamente, perché è fallito l’ennesimo tentativo illuministico e americano di esportare la democrazia: come in Tunisia, Libia, Egitto, Iraq… e si è salvata solo la Siria.

 Attenzione, la democrazia come la pensano loro, senza manco un minimo adattamento alla realtà storica di ogni singolo popolo: insomma, l’amerikanizzazione a colpi di cocacola.

 Chi l’ha detto, che gli Afghani la vogliono? Esattamente come non l’hanno voluta i Siriani. Chi vi ha detto che è l’unico dei sistemi possibili? Chi vi ha detto che è il migliore? La democrazia occidentale è solo uno dei possibili sistemi, e, per fare un esempio sconcertante, la Francia è la Francia perché è stata fatta tale da due dittature imperiali: Napoleone I e Napoleone III. E dico la Francia, non una tribù di cannibali.

 Un’Europa seria – non l’attuale, quindi – dovrebbe riconoscere il governo afghano, imporre precise condizioni, e se no, dichiarare guerra. Guerra, non spedizione umanitaria.

 Tranquilli: tanto, non succede.

Ulderico Nisticò