Percorro, come tutti, da almeno mezzo secolo la Gagliato – Turriti, da quando era una stradina, a quando assunse forma decente; ci sono passato per mille ragioni: scuola, politica, tv, cultura, teatro, svago… E in tutti questi cinquant’anni, ho visto di tutto, ma proprio tutto tranne una cosa: non ho mai visto un solo agricoltore, uno solo! Mai visto contadini, né da una parte né dall’altra della strada. Ci sono degli ulivi, alberi notoriamente bisognosi solo di qualche potatura e raccolta biennale. Da dove spuntano, ora, tutti questi devoti seguaci di Virgilio, Columella, Magone, Senofonte, Catone, Varrone eccetera? Com’è che tutti questi amici di Gagliato, finora smemorati della botanica, si sono ricordati di possedere appezzamenti da far invidia alla California, e guai a chi li tocca?
Mi spiace dirvelo, amici di Gagliato, ma mi commuovete pochissimo, con questo vostro inopinato amore per la coltivazione dei campi, tanto da pretendere un radicale mutamento del progetto, con immani spese di soldi che non ci sono; e sogni di giganteschi piloni, ognuno dei quali con ricorso al TAR e gaudio dell’avvocato… A darvi retta, cari zappatori della domenica, la strada inizierà nel 2122, per finire… beh, siamo in Calabria, per non finire mai.
Un progettone, il vostro! E non solo: un famoso saggio di Satriano mi dicono proponga anche un ponticello – una vera mania satrianese, quello dello svincolo: vedi Soriero – una passerella da Gagliato alla “Picocca”, ovvero sia Bicocca cioè ex Castello, ovverosia piazza Spirito Santo. E mi pare di sentirlo, in versi degni di Dante, promettere ai concittadini che arriveranno, tramite svincolo, milioni di turisti.
Siete in buona compagnia, amici: dalle parti di Botricello tutti i sindaci stanno chiedendo uno, dieci, cento svincoli per la promessa (a parole!) variante a monte: uno svincolo per il bar del cugino, uno per la merceria della zia… E se lo viene a sapere Corbelli, chiamerà ogni svincolo “diritti civili”!
È anche per questo che le strade in Calabria non si fanno, perché ogni sindaco, ogni poeta locale, ogni intellettuale solitario ha qualcosa da obiettare; e perché in Calabria sono tremila anni che comandano tutti e quindi non comanda nessuno!
Tornando a Gagliato, la chicca delle chicche è l’archeologia. È vero che in una certa area sono state individuate tracce di un certo interesse. Ebbene, l’ANAS deve, per legge, tenere conto delle indicazioni della Sovrintendenza, la quale deve intervenire, e non con appassionati e sbarcatori di Ulisse, bensì con archeologici. Ci sono precise regole, state tranquilli.
Affermazione: una strada si traccia per utilità pubblica, e non per fare o non fare un favore a Pinco o Pallino.
Conclusione: il progetto ovvio, e finanziato, è l’ammodernamento della 148, e una bretella fino alla rotatoria dell’attuale 106. Ci sono i soldi… o così dicono.
Ai contadini, se esistono davvero, e se è proprio necessario… beh, si fa una buona piazzola parcheggio, e verso il loro Eden proseguono a piedi. L’agricoltura, ragazzi, è anche un’attività fisica salutare.
Ulderico Nisticò