Aiuto, gli ottimisti

uldericoLa matematica è, davvero è un’opinione. Escono cifre, numeri, e numeri e cifre dicono, se la matematica è matematica, che il Sud cresce meno della Grecia e il Nord più della Germania; o che a Sud il totale dei morti supera quello dei nati, il che significa che non nasce nessuno. Eccetera. Sono numeri, cifre; cifre, numeri. Io, che facevo il professore di lettere, e, come grecista e latinista ero inguaiato da modi strani di scrivere i numeri, con tutto questo credo ai numeri arabi, e ai numeri tento di rispondere con numeri.
Ma non sempre la matematica è una scienza esatta, se il Meridione degli ultimi anni assiste al trionfo di una nuova categoria di pensatori: gli ottimisti.
Gli ottimisti sono quelli che venerano la Speranza, ultima dea; e negano ostinatamente ogni pericolo e rischio e dolore e fatica eccetera. Sono come quelli dei film americani anni 1960, che, sotto un bel bombardamento termonucleare e morendo con la pelle a squame, sorridono con un meraviglioso “All right”, ovvero, con occhi dolcissimi, “cara, andrà tutto bene”. Crepano, però felici.
Lino Patruno dalle colonne della “Gazzetta del Mezzogiorno” di Bari informa ormai da anni i lettori che il Sud presto diventerà ricco, non solo per sé, ma farà diventare ricco il resto del mondo. Siccome spararle grosse non guasta, ecco una bella bufala di Pino Aprile, del genere “eravamo la terza potenza industriale” e mica d’Europa, del pianeta intero.
Pino Soriero, studiando da par suo i numeri di Gioia Tauro, comunica che il porto sarà la causa stessa della ricchezza italiana, con particolare beneficio di Genova, Trieste e Trento. A Trento non c’è un porto, ma poco conta, lo faremo. Io che non studio economia però leggo i giornali e vengo a sapere che centinaia di addetti sono in cassa integrazione, nutro qualche dubbio sul presente. Ma Soriero parla del futuro, mica del presente, e il futuro è sulle ginocchia degli dei.
Anche Enrico Vaccaro stigmatizza coloro i quali osino affermare l’evidenza delle cose: Sicilia, Calabria e Campania ultime a spendere i fondi europei; lavori pubblici lumaca; corruzione e insipienza… No, mica è vero: la Calabria spende, eccome, e l’economia sale alle stelle e un pochino di più; i lavori procedono, e la Trasversale delle Serre è in progetto solo dal 1968: ci vuole ottimismo, i nostri propronipoti…
Ho dei corrispondenti sedicenti neoborbonici che, seriamente, sostengono essere il Sud a mantenere il Nord, e trovano persino dei numeri che corroborano tali loro elucubrazioni. Ahimè, la matematica meridionale è un’opinione. E gli ottimisti dilagano, contenti e morenti tipo orchestra del Titanic.
Sono meglio i pessimisti? Ma no, quelli mica sono pessimisti, sono depressi. Ci vorrebbero categorie di cui il Sud è desolatamente privo: i presentisti e i realisti.

Ulderico Nisticò

 

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