Al Comune di Soverato le mascherine firmate dalla Fashion Designer Azzurra Di Lorenzo

E’ tornata a lavoro all’inizio della prima settimana di Maggio, nel suo atelier a Soverato, e da quel momento non si è più fermata! Per Azzurra Di Lorenzo disegnare i suoi vestiti, avere a che fare con le stoffe e progettare sempre nuove idee è una vera passione che neanche il coronavirus è riuscita a fermare tanto che la stilista calabrese ha deciso di usare questo suo amore per i tessuti confezionando e donando al comune di Soverato più di 150 mascherine.

“L’idea è nata perché in qualche modo volevo dare il mio contributo e, parlando con il consigliere comunale Emanuele Amoruso, ho preso questa decisione”, spiega Azzurra che aggiunge come la sua iniziativa sia stata accolta con entusiasmo sia dal consigliere Amoruso che dal sindaco di Soverato, Ernesto Alecci. Ieri, 13 Maggio, la consegna delle mascherine al comune di Soverato.

Azzurra Di Lorenzo, che a gennaio è stata premiata durante la rassegna di moda AltaRoma, con le sue mascherine ha voluto mantenere i tratti distintivi del suo marchio, che sono la semplicità e la funzionalità. “La mascherina è una cosa seria, per questo ho voluto mantenere una linea semplice a tinta unita (bianco o nero), studiando il modello con la mia assistente Rosy Vono, sempre più entusiasta e talentuosa in questo campo, usando il tnt (tessuto non tessuto) lavabile”, spiega Azzurra.

La semplicità permette anche di usare in maniera più funzionale la mascherina, che a seguito della pandemia sicuramente diverrà un accessorio di uso quotidiano.

Ed ancora. Le iniziative della fashion designer calabrese, con un atelier anche a Milano, non sono terminate qui. “Quando si potrà aprire al pubblico vorrei abbassare i prezzi delle mie creazioni per venire incontro ai clienti che, dopo questo momento difficile anche dal punto di vista economico, vorranno acquistarle”, spiega Azzurra che poi conclude: “Mi dispiacerebbe se, a seguito dei problemi causati dal covid, le persone dovessero rinunciare ad un abito perché non possono permetterselo”.(LaNuovaCalabria.it)