Al Liceo Sirleto di Catanzaro incontro con il cantautore Eman

foto emanAl Liceo Sirleto di Catanzaro, l’incontro finale del progetto: “Da Terenzio ad Eman: il rapporto padre/figlio tra musica e poesia”. Un incontro in cui il cantautore calabrese Emanuele Aceto è riuscito ad emozionare studenti e professori, rispondendo alle domande degli stessi studenti sul testo “Amen” e intrattenendosi con i ragazzi a suon di chitarre e battiti di mani .
A conclusione di questo lungo progetto è doveroso sottolinearne la valenza altamente formativa, come ricorda la Prof.ssa Elisa Viapiana:
“La scuola di oggi è una scuola nuova! È una scuola che si apre agli alunni e non li vede più come un oggetto passivo del processo di insegnamento/apprendimento. L’alunno è diventato un soggetto attivo, il fulcro del processo di apprendimento, è diventato un soggetto unico, che nella scuola di oggi deve crescere per affrontare al meglio le sfide della vita.
Ricordo che quando io andavo a scuola, la maggior parte dei professori manteneva una distanza formale con gli alunni, trasmettendo un sapere altamente nozionistico di cui poco rimaneva a noi discenti. Oggi professori così sono per fortuna rari da incontrare e questo progetto ne è la dimostrazione.
È per questi motivi che mi sento di ringraziare il Preside e i colleghi che hanno accolto con entusiasmo il mio progetto originario, cambiandolo e migliorandolo non solo attraverso la loro professionalità, ma soprattutto attraverso l’amore e la passione che ci lega a questo arduo compito che è l’essere insegnanti.
E un ringraziamento ancora più grande va ad Eman che non ha esitato a dedicare questo spazio a noi tutti, attento come sempre al mondo dei giovani e alle grandi tematiche con cui l’uomo si incontra e si scontra nel corso della sua vita.
Dalla passione per le sue parole e dall’attenta riflessione sui grandi temi delle sue canzoni, sono nati dubbi interpretativi, domande esistenziali, percorsi didattici, emozioni che ci hanno accompagnato per tutto lo svolgersi di questo progetto.
Il mio augurio è che la scuola di oggi, ancora ampiamente maltrattata e non considerata dalla politica italiana, possa essere sempre più “complice” di questo cambiamento, sempre più attenta alle emozioni e ai sentimenti degli alunni, sempre più pronta a mettersi in gioco per ottenere il premio più grande: l’autodeterminazione delle future generazioni.”

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