Alla Nesci sulla Trasversale

nesciBenissimo ha fatto il presidente Fioravante Schiavello a sollecitare la Nesci, oggi sottosegretario di Draghi. Nella mia modesta veste di presidente onorario del Comitato, dico la mia.
La Nesci, se non altro, è di Tropea, quindi interessata anche per territorio.

Finora i deputati e senatori e consiglieri calabresi se ne sono strafregati della Trasversale. Unica eccezione, Soriero, allo scopo di dilapidare miliardi di lire per il gusto più imbecille del mondo: vedere scritto ARGUSTO sui cartelli due volte. Una cosa tipicamente calabrese, questa infantile vanagloria tipo Mio nonno era barone. La Vono, che da semplice membro del Comitato fece qualcosa, poi quando vinse la lotteria di senatrice, salti inclusi, è sparita dalla vista umana. Viscomi, che è di Petrizzi, mai sentito nominare. Eccetera.

Ora, che può fare la Nesci? Beh, è presto detto:

– Accertarsi se è vero che ci sono 54 milioni destinati al tratto Gagliato – 106;
– Se ci sono, tirarli fuori subito e renderli disponibili in contanti;
– Fare eseguire al volo gli studi il progetto del Comitato: ammodernare l’attuale provinciale Gagliato – Turriti; tracciare una bretella da Turriti alla rotatoria 106; trasferire l’attuale 182 di Laganosa a quello che di fatto è: una strada interna;
– Chiamare immediatamente i Carabinieri non appena uno qualsiasi – sindaco, privato, intellettuale, proprietario… – pronunzi anche per sbaglio la parola SVINCOLO, o, ancora peggio, VARIANTE;
– Mettere mano ai lavori, senza badare a Pasqua, Domeniche, Ferragosto… e nemmeno alla notte
– Lo stesso, ovviamente, per il versante tirrenico.

A cosa serve, una strada? Non ad arrivare cinque minuti prima, ma a collegare utilmente e proficuamente i territori a scopo di produzione, commercializzazione, socializzazione. Nel nostro caso, ad ipotizzare quella integrazione tra turismo balneare e turismo di collina e dei borghi, e quella cosetta che in Calabria, fermi al 1950, manco sappiamo cosa sia: il turismo culturale.

A titolo personale, concedo alla Nesci i cento giorni canonici per vedere se fa qualcosa e cosa fa.

Ulderico Nisticò