Alla scoperta della salute mentale con “Fiori del deserto” al Teatro Politeama di Catanzaro

Raccontare attraverso l’arte e lo spettacolo il mondo della salute mentale visto dagli occhi di chi soffre sulla propria pelle la malattia e di chi è impegnato ogni giorno sul fronte della prevenzione e della riabilitazione. E’ stato questo l’obiettivo dell’evento spettacolo “Fiori del deserto” tenutosi ieri con successo al Teatro Politeama di Catanzaro, promosso da AVE-AMA (Associazione Volontari Emmanuel di Auto Mutuo Aiuto) con il patrocinio del Comune di Catanzaro, della Fondazione Politeama e della stessa ASP. La manifestazione ha contribuito a mettere insieme e a sensibilizzare tutti i soggetti coinvolti quali professionisti sanitari, utenti, familiari, istituzioni e comunità al fine di condividere il comune obiettivo di costruire una rete solidale in grado di far conoscere ed emergere le problematiche, ma anche le grandi potenzialità di chi vive situazioni di disagio mentale. Alcuni momenti di talk show hanno consentito di accendere i riflettori su questa importante tematica grazie alla partecipazione dei rappresentanti e dei responsabili dei servizi territoriali di cura di Catanzaro, Lamezia – Reventino,  Montepaone – Soverato e Crotone i quali, stimolati dalle domande del conduttore Domenico Gareri, hanno illustrato l’impegno profuso per offrire la migliore assistenza possibile ai malati e alle loro famiglie, specialmente nelle aree periferiche della regione.

In particolare, il direttore del Dipartimento salute mentale dell’Asp di Catanzaro, Gregorio Corasaniti, ha inteso rassicurare gli utenti che nessun servizio legato ai centri diurni sarà ridimensionato alla luce dell’accorpamento reso necessario dal piano di rientro sanitario. Il direttore generale dell’Asp di Catanzaro, Giuseppe Perri, impossibilitato a partecipare, ha inviato un messaggio ribadendo la piena vicinanza e disponibilità al confronto per migliorare la qualità e l’efficacia degli interventi. “Fiori del deserto” ha dato voce anche alle persone in cura che hanno fornito diversi spunti di discussione durante la serata a cui hanno portato il proprio contributo diverse associazioni del mondo del volontariato intente a condividere l’auspicio affinché insieme si possano superare i pregiudizi attorno al mondo della salute, migliorare l’efficacia degli interventi di assistenza e favorire il coinvolgimento attivo degli utenti ai tavoli istituzionali.

A tal fine, sono stati premiati sul palco testimoni illustri di questo impegno come Nunzia Coppedè – che ha ricevuto il riconoscimento dalle mani del sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo – ed il presidente del Csv Catanzaro, Luigi Cuomo, insieme al suo predecessore Mario Cortese. Lo spettacolo, inoltre, è stato dedicato alla memoria di Renato Denardis, poeta catanzarese tragicamente scomparso nel 2014, i cui versi sono stati letti sul palco dal grande attore Giuseppe Pambieri che ha consegnato anche un premio alla madre dello stesso poeta. Un momento particolarmente emozionante che ha dimostrato come l’amore possa vincere la morte e abbattere i muri del pregiudizio e dello stigma. Ad arricchire la scaletta anche la testimonianza di Palma La Bella, presidente della neo associazione “Fiori del deserto”, da anni impegnata nel volontario e autrice del libro “La farfalla dalle ali legate”. Protagonisti sul palco di suggestive performance artistiche anche Valentina Abramo, Francesca Cilurzo, Fabio Covelli, Maria Pia Di Salvo, il Coro “Santa Maria della Roccella”, diretto da Leonardo Procopio, psichiatra del CSM di Crotone, e la Compagnia di balletto “Studio danza” diretta da Julia Molnar e Carmen d’Angelo.

AVE AMA – ringraziando istituzioni, privati, operatori sanitari, volontari e gli ospiti speciali della serata – ha ribadito, quindi, l’appello volto alle istituzioni sanitarie, locali e regionali, a non lasciare sole le famiglie, promuovendo campagne contro lo stigma e a favore della prevenzione perché un intervento e trattamento precoce del disturbo può essere fondamentale per contrastare l’evoluzione della malattia. E’ stata anche evidenziata l’opportunità di programmare interventi integrati in campo socio-sanitario che possano aiutare le persone che vivono questo tipo di disagio nel trovare la loro autonomia lavorativa, abitativa e personale. A tal fine è fondamentale l’istituzione della commissione regionale sulla salute mentale, che, come previsto dai piani nazionale e regionale per la salute mentale,  preveda la partecipazione, accanto ai rappresentanti istituzionali, anche delle famiglie e degli utenti per la programmazione, controllo e verifica di tutti gli interventi e i progetti per la tutela della salute mentale. L’auspicio è quello di  riconvertire i posti letto esclusivamente sanitari in case famiglia e gruppi appartamento nella certezza che l’istituzionalizzazione non riabilita, bensì cronicizza la malattia. In questo modo, col potenziamento dei servizi territoriali e delle strutture realmente riabilitative, si abbatterebbero drasticamente anche i costi per le cure extra regionali e previdenziali e si restituirebbe il diritto ad una vita dignitosa al pari di ogni cittadino.