All’abruzzese Guerino Caporale di Lanciano l’attestato di “Calabrese onorario ed eccellente”.

 

Caro Tito, domenica mattina dello scorso 19 settembre ho accompagnato alcuni miei “cugini” Lanciano, provenienti dalla Puglia salentina, a visitare la città di Lanciano, in provincia di Chieti, nell’Abruzzo meridionale. Questi “parenti di cognome” non avevano potuto partecipare al raduno del Lanciano Day del 30 e 31 agosto 2003. Così, pur a distanza di 18 anni da quel magnifico e splendido evento, ci tenevano comunque a conoscere da vicino la città che ci ha dato il cognome. E, come ormai accade spesso dall’autunno 2003 a questa parte, quando non ha impegni troppo pressanti che lo portano fuori sede, on.le Guerino Caporale ha piacere d’incontrare (almeno il tempo di un saluto e di un caffè di benvenuto) tutti coloro che hanno cognome Lanciano e che sono in visita in città. Ma chi è Guerino Caporale?….

 

1 – PROTAGONISTA DEL LANCIANO DAY

Guerino Caporale è nato a Lanciano (Chieti) il 03 gennaio 1944 praticamente sotto le bombe della seconda guerra mondiale, proprio quando si scontravano in molto devastante gli Alleati anglo-franco-americani e altri (in avanzata da sud) con i Tedeschi in ritirata, i quali erano soliti ràdere al suolo o bruciare tutti i paesi lungo la “linea Gustav” che dal mare Tirreno (foce del fiume Garigliano, tra Lazio e Campania) andava fino al mare Adriatico (porto di Ortona, in Abruzzo, proprio a pochi chilometri dalla popolosa città di Lanciano). Appartiene, quindi, alla generazione che ha subìto una delle guerre più atroci in suolo europeo, ma appartiene anche alla generazione che poi ha tirato su (bene o male) l’Italia con una difficile ricostruzione. Sicuramente ognuno di noi ha avuto almeno un bisnonno o una bisnonna, un nonno o una nonna, un padre e una madre, un figlio o una figlia, un fratello o una sorella che ha partecipato, se non proprio direttamente alla guerra, almeno alla ripresa socio-economica italiana.

Per tornare a tempi più recenti (che sono il tema di questa “Lettera n. 350”) Guerino Caporale è stato, senza alcun dubbio, il primo protagonista e l’anima più vera del LANCIANO DAY del 2003 ed è, comunque, (secondo me e per quello che ho potuto constatare e percepire) una delle persone più concrete, generose, signorili e squisite che ho conosciuto finora nei miei quasi 72 anni di vita. Un’eleganza di modi ed uno stile esistenziale davvero ammirevoli. E’ dotato di quel vero e naturale “carisma” che piace molto al “popolo”.

E gran parte della mia ammirazione nei suoi confronti deriva pure dal fatto che Egli ama immensamente la propria città, Lanciano, appunto, come afferma espressamente e chiaramente al Ponte Diocleziano, in un episodio evidenziato dal film LANCIANO DAY di 54 minuti che, girato proprio in quei giorni dalla regista veneta Imelda Bonàto, può essere seguìto al link << https://www.youtube.com/watch?v=yeFyrVHhBuk >>.

Caporale ama Lanciano, la sua città di nascita, così come io ho sempre amato il mio paese natìo, Badolato, nonostante tutto. Si suole dire che chi ama la propria città o il proprio paese ama tutto il mondo! Ed è vero, è proprio così!… Infatti, chi ama una parte e non ama il tutto, vuol dire che non ama niente, poiché l’Amore è principalmente Unità e Armonia. E Guerino Caporale mi sembra una persona veramente assai armoniosa!

Ed è proprio questo suo grande Amore per questa identità profonda e convinta che, nel dicembre 2002, mi ha voluto telefonare direttamente, di persona, senza alcun rituale o passaggio burocratico, dopo aver ricevuto la mia lettera, per dirmi che l’Amministrazione comunale della città di Lanciano accettava la mia proposta di realizzare il “LANCIANO DAY” ovvero il primo raduno in assoluto di persone con cognome Lanciano, il cui numero è stimato in oltre 25mila in tutto il mondo (in Italia siamo presenti in 16 regioni su 20). A quel tempo, Guerino Caporale era assessore al turismo e Filippo Paolini il sindaco. E’ iniziata così tutta una serie di fitti contatti, quasi giornalieri, con l’assessore e/o specialmente con Michele Marino (suo stretto collaboratore e persona oltremodo gentile e disponibile) per organizzare nel miglior modo possibile quel “Lanciano Day” che è rimasto poi nella storia locale e nella gioiosa memoria di chi ha partecipato all’originale evento di sabato 30 e domenica 31 agosto 2003 proprio nella città di Lanciano.

Dal dicembre 2002 all’agosto 2003 sono stati ben nove mesi di lavoro per una manifestazione assai articolata e ben rifinita fin nei minimi particolari, ma che ci ha resi davvero entusiasti, orgogliosi e felici, con un enorme riscontro nei media regionali di Abruzzo, Puglia, Molise e Calabria e con lusinghieri riconoscimenti pure sulla stampa nazionale, con una qualche eco pure all’estero. Curiosità: coincidenza ha voluto che il giornalista televisivo che mi ha intervistato e che ha fatto il servizio per Rai TGR Abruzzo di Pescara (poi ripreso pari pari dal TGR Calabria di Cosenza) fosse il simpaticissimo collega Domenico Logozzo nativo di una cittadina della Locride.

Sia con l’assessore Caporale che con il dottore Marino è nata immediatamente una perfetta sintonia, una bella e sincera amicizia, fortemente motivati ed entusiasti come eravamo di organizzare molto bene un evento che non aveva avuto ancora alcun precedente e che poi è stato imitato in altre realtà regionali (tra cui il Reggio Calabria Day che la Pro Loco del presidente Pino Tripodi organizza ancora e che recentemente caratterizza pure ogni 14 agosto a Squillace – CZ a cura dell’assessore al turismo Franco Caccia). Gli ottimi risultati hanno premiato il nostro lungo ed alacre lavoro. Con Marino ci siamo un po’ persi di vista, pure perché ha cambiato sede di lavoro in altra città. Però con Guerino Caporale i contatti sono stati sempre piacevoli e abbastanza frequenti (un incontro è avvenuto pure in Molise, a Capracotta, qualche anno fa).

In particolare, Caporale si è sempre dimostrato e si dimostra ancora lieto, nonostante il passare degli anni (ben 18 finora), di conoscere personalmente quei Lanciano che, provenienti anche dall’estero (4 persino dall’Australia), dall’autunno 2003 sono solito accompagnare per visitare la città del nostro cognome. E non manca che, ogni volta, non ci offra qualcosa al “Caffè ai Portici” con vista panoramica-strategica sul corso principale, la chiesa del primo miracolo eucaristico, la cattedrale con il maestoso campanile, l’attiguo elegante palazzo comunale, il massiccio ponte diocleziano e la piazza con il monumento agli eroi della resistenza lancianese contro i tedeschi nel 1944 per la quale la Città ha ottenuto la medaglia d’oro al valor militare.

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Ed è, quindi, stato presente e partecipe pure domenica mattina 19 settembre 2021 con questi miei “cugini” Lanciano salentini. Qui, nella foto, l’on.le Guerino Caporale conversa con la professoressa Anna Lanciano, la quale in quel fatidico anno 2003 era assessore ai Servizi Sociali del Comune di Cursi (Lecce), dove ancora lavora Vincenzo Lanciano un altro brillantissimo e simpaticissimo “protagonista” del “Lanciano Day”.

Avevo incontrato l’on.le Guerino Caporale di recente, appena qualche settimana prima, nella mattinata di giovedì 02 settembre, sempre nella gradevole atmosfera del solito “Caffè ai Portici”. Immancabilmente, ogni volta è assai edificante incontrare con piacere questo amico fraterno, una personalità davvero molto preziosa pure perché eticamente rara, specie in questa nostra contemporaneità, politicamente disastrata. Personalmente Lo considero un Maestro.

2 – UNA PERSONALITA’ ETICA D’ALTRI TEMPI

Ciò che mi ha sempre colpito e persino commosso di Guerino Caporale è la sua schietta onestà intellettuale e pulizia morale, frutto di un’etica trasparente di altri tempi che trova le sue radici nel più autentico mondo rurale fatto di duro lavoro e di solidarietà. Per onestà individuale e sociale (di cui ha fatto una religione nella sua vita assieme agli altri fondanti valori e princìpi umani e cristiani) Egli ha voluto addirittura chiudere la Banca di credito cooperativo (o “Cassa Rurale”) che aveva fondato con tanto amore a favore della gente del suo territorio, per il solo motivo che non riusciva a perdonare il pur minimo errore di gestione!  Una rigida, imprescindibile ed intransigente onestà! Personalità netta del tutto o niente! E mi sa che ci somigliamo, pure per questo andiamo d’accordo. Infatti, su ben determinati valòri non si può transigere o derogare! L’etica è etica!

Infatti, il modo corretto e gentile di comportarsi e la rigida ma efficiente eticità sono lo stile quotidiano ed esistenziale di Guerino Caporale pure perché Egli proviene, come si dice, dalla dura gavetta, dalla più sofferta ma integra ruralità. Infatti, per non perdere i contatti con tale francescana ruralità, Egli preferisce abitare ancora in campagna dove nella sua prima giovinezza ha fatto pure il contadino vero. Poi a 20 anni, subito dopo il servizio militare, in Toscana ha fatto il rappresentante di una Ditta abruzzese di esplosivi per cave e per fuochi pirotecnici, spostandosi spesso pure in altre regioni. Per lavoro è stato pure in Calabria.

A Siena ha conosciuto la bella (di nome e di fatto) Grazia Ceccarini, la donna della sua vita, un solido e amoroso matrimonio che ha messo al mondo due bei figli. Purtroppo la signora Grazia (che io e mia moglie abbiamo avuto il piacere di conoscere ed apprezzare) è deceduta qualche anno fa e per capire come e quanto l’abbia amata, l’amico Guerino ha esordito, appena mi ha visto giovedì 02 settembre scorso: “Domenico, non puoi immaginare quanto è triste e doloroso rimanere vedovo!”. Posso capire! Appena due mesi prima (il 04 luglio 2021) mi avevi pubblicato << https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-332-il-cuore-affollato-delle-vedove/ >>. Conosco bene e sono molto vicino al mondo delle vedovanze.

Dal 1969 (quando aveva 25 anni, per 40 intensi e lunghi anni) fino al 2009, ha lavorato negli uffici amministrativi della Motorizzazione Civile di Chieti. Uomo assai sensibile e comprensivo, ha fatto sempre più del suo dovere “burocratico” annullando la “burocrazia” e venendo così incontro ed agevolando al massimo possibile tutta l’utenza, specialmente quella più umile e quella che proveniva dai paesini più lontani e scomodi dell’estesa e montana provincia di Chieti. Chi può fare ciò se non un animo profondamente sensibile, gentile, umano, altruista e comprensivo?!… In definitiva “armonioso”!…

Altruista per natura e cristiano convinto e praticante, ma anche socialmente assai impegnato a favore della gente, si è messo in politica proprio per avere più possibilità di essere utile principalmente ai più deboli e indifesi, specialmente nei tempi assai difficili del dopoguerra e della ricostruzione del Paese. Per i valori condivisi, non poteva che aderire alla Democrazia Cristiana, allora il maggiore partito di governo, quello più moderato e interclassista, la casa privilegiata dei cattolici.

Guerino Caporale, avendo sempre una larga base di consenso popolare, ha ricoperto ruoli di primo piano nell’amministrazione locale. Ad esempio, per due volte è stato Assessore comunale e, nel 2004, è entrato a fare parte del Consiglio Regionale dell’Abruzzo. Non ha mai smesso di essere utile al prossimo. Ne ho constatato l’enorme notorietà perché Lo salutano e Lo avvicinano davvero in tantissimi e spesso non riusciamo a parlare per quante interruzioni ci sono per la cordialità (a volte una vera festa) che Gli viene espressa da chi passa. Una popolarità davvero autentica, ammirevole, commovente! E, come si dice a Badolato… “Lo conoscono e lo salutano pure le pietre!”… La scorsa domenica 19 se ne è accorta pure la mia “cugina” salentina Anna Lanciano.

3 – PERCHE’ IL PREMIO CALABRESI ECCELENTI

Pur non essendo di nascita calabrese, né di derivazione genitoriale o di antiche origini della parentela Lanciano, le associazioni “Università delle Generazioni” ed “Amici della Calabria” ritengono Guerino Caporale un “calabrese onorario” a tutti gli effetti ed affetti e, quindi, “eccellente” non soltanto per il suo notevole curriculum umano, familiare e sociale; ma anche per l’attenzione amorosa e duratura che dimostra (fin dal Lanciano Day del 2003) alle persone che portano il cognome della sua Città … specialmente verso i numerosi Lanciano di Calabria.

A ciò aggiungiamo un’altra perla umana e sociale del nostro amico “calabrese onorario ed eccellente” Guerino Caporale. Egli si dichiara convinto sudista, un meridionalista “operativo”, pur sentendosi un vero italiano unitario ma sempre con un pensiero particolare per il nostro Mezzogiorno fin troppo maltrattato e da far risorgere! Una convinzione meridionalista da me condivisa a pieno, da sempre! Ah, la “malaunità d’Italia” !!!… che discrimina ancora fin dal 1860 e per ben 161 anni (troppi per qualsiasi popolo o ragionevolezza, vero?) le nostre regioni del Sud e non c’è ancora modo di iniziare concretamente una controtendenza! E per questa mancata riconciliazione paghiamo tutti (nord e sud) prezzi inauditi!

Ma ci sarebbe un altro più profondo ed antico motivo per assegnare un attestato di “Calabrese onorario ed eccellente” a Guerino Caporale. Ti ricordi, caro Tito, cosa sostiene lo storico catanzarese avv. Giovanni Balletta?… che, cioè (nel 202 avanti Cristo) i Romani hanno deportato, proprio in queste terre molisane-abruzzesi, le maestranze e la “meglio gioventù” del Bruzio (oggi Calabria) per rinvigorire i territori qui rimasti spopolati ed inattivi dopo le guerre sannitiche contro Roma? Ebbene, è probabile che il nostro Guerino Caporale sia derivato proprio da quella progenie proveniente dal Bruzio (Brutium). C’è da considerare, inoltre, l’ipotesi (molto verosimile) che il nome “Abruzzo” sia derivato proprio dalla dizione di questi deportati “A Brutio venio” (vengo dal Bruzio) … quindi Abruzzo.

Non a caso, poco distante tra Lanciano città e Agnone c’è il paese di “Schiavi di Abruzzo” nome che probabilmente indicava gli schiavi deportati in queste terre proprio dal nostro Bruzio. Certo è che un filo storico (ancora sconosciuto) lega il Bruzio-Calabria con l’Abruzzo. Probabile che l’Abruzzo sia figlio della Calabria. Non si dice pure “testa dura o tosta” (eccessivamente caparbi) proprio e solo di calabresi e abruzzesi?  Ci vorrebbe che qualche Università facesse il DNA a calabresi e abruzzesi per appurarne gli antichi legàmi!… E, poi, sai bene come e quanto il cognome Caporale sia diffuso da noi, in Calabria. Quindi, qualcosa che ci lega sicuramente c’è!… L’ho detto pure dal palco del Gran Galà del “Lanciano Day” (alle Torri Montanare) la sera di sabato 30 agosto 2003 (puoi ascoltarlo dal suddetto film di Imelda Bonato).

Per tutto ciò, entrambe le associazioni hanno deciso di aggiungere Guerino Caporale ai quattro personaggi già destinati a ricevere tale Attestato-Premio il 04 novembre 2021, giornata dedicata proprio all’Unità d’Italia (che verrà) e alle Forze Armate. Quindi, oltre che da Caporale, la cinquina dei premiati è composta da Reginaldo Capparelli (che hai conosciuto con la Lettera n. 346), da Rosy Epifani (Lettera n. 347), da don Adamo Castagnaro e da Doretta Coloccia (personaggi che andremo a conoscere con prossime Lettere).

4 – SALUTISSIMI

Caro Tito, dopo quasi 19 anni di conoscenza di Guerino Caporale (che ormai considero un mio ottimo fratello maggiore, oltre che maestro di etica) mi sento in dovere di evidenziare (almeno una volta) alle presenti e alle future generazioni questa incredibile e rara figura sociale davvero degna di nota e di memoria storica. Egli è piuttosto schivo, bada solo a fare del bene nel concreto (cristianamente e in silenzio) e quindi non ama assolutamente mettersi in luce (non c’è, infatti, nemmeno una sua foto su internet). Tipico delle persone veramente efficaci e altruiste. Ho dovuto faticare molto per strappargli il consenso alla pubblicazione a questa “Lettera n. 350” e all’accettazione del Premio-Attestato di “Calabrese onorario ed eccellente” … ma non avevo nessun’altra e migliore occasione o mezzo per dimostrare pure pubblicamente la riconoscenza e la gratitudine per quanto ha fatto e continua a fare, molto amorosamente, pure per noi che abbiamo il cognome Lanciano, specialmente per noi calabresi.  Egli ha accettato unicamente per la vicinanza e la considerazione che porta per noi Lanciano e all’amore per la sua Terra.

Spero che la Biblioteca Comunale e l’Archivio Storico della Città frentana prendano nota anche di questo nostro affetto verso un personaggio davvero unico quale dimostra d’essere ancora e sempre Guerino Caporale. Intanto, per quanto mi riguarda, Gli ho già riservato un considerevole e significativo spazio nel “Libro-Monumento per i miei Genitori” (2007) specialmente al quarto volume. Spero altresì che le nuove generazioni possano continuare la sua “passione d’amore” per questa gente d’Abruzzo “forte e gentile” come la definiva il grande poeta pescarese ed universale Gabriele D’Annunzio.

Sono proprio queste le tradizioni ed i valori che vorremmo continuassero ad essere esercitati, rinvigoriti ed esaltati, sia individualmente che socialmente, in particolare dalle nuove generazioni. Ed è per questo che lavoriamo il più alacremente possibile, giorno e notte, anche con le presenti umilissime “Lettere a Tito” ed anche perché osserviamo un decadimento ed una deriva assai preoccupante non soltanto nel “clima” più propriamente detto del nostro pianeta ma pure nel “clima” umanitario e sociale, locale e mondiale!

Di tutto cuore ti ringrazio, infine, per la pubblicazione e l’evidenza di questa “Lettera n. 350” in attesa della prossima “351”. Sempre con tanta cordialità,

Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)