Il Ministero della Salute ha fatto scattare nelle ultime ore le procedure d’urgenza per la valutazione del rischio e il coordinamento sanitario dopo la segnalazione di un focolaio di Andes Hantavirus legato alla nave da crociera MV Hondius.
L’allarme, partito dai circuiti internazionali di sanità pubblica, riguarda da vicino l’Italia: tra i passeggeri potenzialmente esposti figura anche un giovane marittimo residente in Calabria.
Il focolaio sulla MV Hondius
La vicenda ha origine a bordo della nave MV Hondius, dove la situazione è apparsa subito critica: il bilancio attuale parla di tre decessi e otto contagiati. L’Andes Hantavirus è un patogeno monitorato con estrema attenzione dalle autorità sanitarie mondiali per la sua pericolosità e per la possibilità di trasmissione interumana.
Il “caso Roma” e i quattro italiani coinvolti
Le autorità italiane sono entrate in azione dopo aver ricevuto i dati relativi a quattro cittadini approdati nel nostro Paese e transitati per lo scalo di Roma. Secondo quanto ricostruito, i quattro soggetti non risiedono nel Lazio ma sono distribuiti sul territorio nazionale: oltre al turista calabrese, risultano coinvolti cittadini residenti in Campania, Toscana e Veneto.
Le Regioni di appartenenza sono state immediatamente allertate dal Ministero per avviare i protocolli di monitoraggio previsti.
La dinamica del possibile contagio
Il rischio di esposizione non sarebbe avvenuto direttamente sulla nave, ma durante il viaggio di rientro. I quattro italiani hanno viaggiato su un volo KLM partito da Johannesburg, in Sudafrica, e diretto nei Paesi Bassi.
Il momento critico: Sul velivolo sarebbe salita, seppur per pochi minuti, una donna precedentemente ricoverata a Johannesburg e successivamente deceduta a causa del virus.
Le misure adottate
Nonostante il transito della donna sul volo sia stato breve, il Ministero della Salute ha deciso di applicare il principio di massima cautela. I recapiti dei quattro passeggeri, incluso il cittadino calabrese, sono stati acquisiti e le autorità sanitarie locali stanno procedendo con la sorveglianza attiva.
Al momento non si segnalano sintomi tra i soggetti monitorati, ma le procedure di vigilanza resteranno attive per coprire l’intero periodo di incubazione del virus, al fine di scongiurare qualsiasi rischio di diffusione sul territorio nazionale.