Altre leggi sbagliate


 Una donna mentecatta uccide il figlio dopo essere stata dichiarata… attenti qui, nemmeno guarita, semiguarita: secondo medici e giudici, poteva vedere il bambino due volte con la presenza di assistenti a sorvegliarla, e una volta senza sorveglianza. Quando era senza sorveglianza, ha sgozzato il figlio; poi, pazza ma non scema, ha tentato un suicidio fasullo.

Anche stavolta, amici lettori, affermo che medici e giudici hanno ragione: non di fatto, ovvio, perché di fatto e moralmente sono responsabili della morte del bambino; hanno ragione cartuccelle alla mano, e alla mano con leggi e leggine che hanno applicate. Stupidamente, certo, con i paraocchi come i muli, certo: però hanno applicato delle leggi.

Ebbene, è urgentissimo modificare le leggi. Banale: se non volete che le matte e i matti (volutamente faccio il politicamente corretto, ahahahahahah) stiano in manicomio, almeno non dichiaratele e non dichiaratili guarite e guariti, perché non lo sono. È solo un esempio di quante leggi assurde sono tuttavia leggi in vigore.

Passiamo a un esempio per fortuna incruento: la legge elettorale regionale. Raramente abbiamo assistito a un risultato delle urne chiaro come quello del 5 ottobre scorso: netta sconfitta di Tridico e Campo largo, vittoria pesante di Occhiuto non solo sulla sinistra ma, a ben vedere, anche all’interno del centrodestra.

Giochi fatti, pensate? E invece alla data del 16 novembre non sappiamo con sicurezza chi sarà o meno consigliere regionale, tra calcoli e imminenti ricorsi. E chi fa ricorso, crede di avere ragione in base alla legge. Idem crederà di avere ragione, in base alla stessa legge, chi si opporrà al ricorso con atti al TAR, alla Cassazione, al Consiglio di Stato, alla Corte europea dei diritti e degli storti, all’Onu o all’altro; e con un’ordalia tipo Brancaleone alle Crociate sui carboni ardenti. E il bello è che avranno ragione sia i ricorrenti sia i controricorrenti. Insomma, passano un paio d’anni e non sapremo se Tizio, Caio, Sempronio e Mevio sono o non sono consiglieri.

Ora vi faccio ridere: se Mevio nel 2028 viene dichiarato decaduto dal 2025, e nel frattempo ha votato delle leggi nel 2026 e 27, qualcuno farà ricorso per annullare le leggi; e avrà pure lui la sua parte di ragione. Una Babele, per dirla educatamente.

Serve una luminosa elezione uninominale secca: in un collegio si candidano Pildo, Poldo e Baffoblù (un caffè a chi se li ricorda!); chi dei tre piglia in più un voto (01), risulta; gli altri due, a casa. Così i partiti saranno obbligati a scegliere meglio chi candidare.

Bisogna cambiare le leggi. Questo non deve diventare una scusa per non riformare la magistratura, anzi un incentivo a riformare alla svelta. Esempio: è assurdo e irritante che dei giudici siano, esplicitamente, divisi in correnti ideologiche; orbene, questa cosa assurda è sancita dalla legge. Legge, dunque, da cambiare.

Ulderico Nisticò