Altri due precedenti storici


Siccome a qualche persona di buon gusto le lezioncine di storia piacciono, continuo. E continuo sperando di cuore che siano solo lezioncine di storia.

Nel 1914, scoppiata la Prima guerra mondiale – Intesa di Francia, Russia, Gran Bretagna, contro Germania e Austria-Ungheria – l’Italia dichiarò la NEUTRALITÀ.

Qui occorre un passo indietro al 1882, quando l’Italia, in contrasto con la Francia, entrò nella Triplice Alleanza con Germania e Austria-Ungheria; alleanza però solo difensiva, e che escludeva ogni conflitto con la Gran Bretagna, allora amica della Germania, e solo nel 1905 passata dalla parte francese. Siccome i trattati dell’Ottocento si pigliavano alla lettera, ed era stata la Germania a dichiarare guerra, nel 1914 l’Italia restò neutrale.

Una nota. Il famoso piano Schliefen del 1906 prevedeva che l’Italia attaccasse la Francia sulle Alpi, mentre due armate italiane sarebbero andate a rafforzare l’offensiva tedesca sul Reno. Chissà come sarebbe andata a finire?

Se non che, l’anno dopo, l’Italia firmò un dissennato Patto di Londra e dichiarò guerra alla sola Austria-Ungheria; e nel 1916 anche alla Germania.

Dissennatissimo, perché si entrava in una guerra la cui eventuale sconfitta avrebbe messo in discussione persino l’unità nazionale (l’imperatrice Zita era una Borbone-Parma; ed era ancora implacabile Maria Sofia, vedova di Francesco II e cognata di Francesco Giuseppe); e in caso di vittoria… poneva limiti alle conquiste italiane. Una vera follia, e se ne videro le conseguenze dal 1918 al ’24.

Nel 1938, l’Italia aveva impedito la guerra, risolvendo la questione dei Sudeti. Nulla di simile nel 1939 per la questione di Danzica. Ago della bilancia fu stavolta l’Unione Sovietica, la quale, respinte le deboli proposte di alleanza con Francia e Gran Bretagna, s’intese con la Germania per l’occupazione della Polonia e il recupero, da parte sovietica, dei territori russi ceduti alla Polonia dopo la sconfitta di Trotskij nel 1921.

La guerra a occidente si congelò a lungo, tranne brevi scontri in Norvegia. A Natale, i soldati tedeschi e i loro omologhi francesi si scambiarono auguri, champagne e crauti. Solo a maggio la Germania decise, e attuò vittoriosamente l’offensiva contro la Francia.

L’Italia, di fatto emarginata, ma alleata dell’Asse e del Patto d’acciaio con la Germania, trovò l’inedita formula della NON BELLIGERANZA, per trasformarla in guerra il 10 giugno 1940. Una guerra inevitabile, però cui l’Italia era costretta, e senza un’idea precisa e una strategia. Accettò l’armistizio chiesto dalla Francia, ma senza nemmeno occupare Nizza, Corsica, Tunisia…

Ripeto che, nel 2026, spero siano solo lezioncine di storia. Intanto siamo a Cipro.

Ulderico Nisticò