“Alunno autistico, scuola di Soverato nega l’ingresso dell’educatore”: L’ANP stigmatizza l’episodio

L’ANP (Associazione Nazionale Presidi e Alte Professionalità) struttura di Catanzaro, letto con incredulo stupore l’articolo apparso sulla Gazzetta del Sud dell’edizione del 28-04-2021 “Alunno autistico, la scuola nega l’ingresso dell’educatore”, stigmatizza senza SE e senza MA l’episodio.
Forse, con un superficiale NO, sono stati calpestati 50 anni di lotte e di battaglie condotte per garantire, a bambini come Simonluca, prima l’integrazione e poi la reale inclusione nel contesto scolastico.

Questa Associazione sindacale non ha alcuna intenzione di minimizzare né di giustificare o rassegnarsi, ma anzi, al contrario, continuerà a battersi ed impegnarsi perché episodi come questo non accadano più e per invocare un intervento immediato degli organi competenti (USR e MI) per fare, com’è opportuno, piena luce sull’accaduto.

Le scuole calabresi ed dirigenti calabresi sono sempre stati additati come esempi virtuosi da seguire in innovativi percorsi di inclusione, che hanno rappresentano la chiave di successo formativo per tutti ed il superamento di modelli didattici e organizzativi uniformi e lineari e la costruzione di approcci flessibili adeguati ai bisogni formativi speciali dei singoli alunni.

In questa circostanza chi ha gestito nell’Istituto Comprensivo n.1 di Soverato il caso ha dimostrato certamente scarsa conoscenza della normativa scolastica (Regolamento dell’Autonomia scolastica, D.P.R. 275/99 che sancisce il diritto per tutti al successo formativo, assegna alle scuole autonomia organizzativa e la Legge di Riforma n. 53/03 che riconosce il diritto di tutti gli alunni alla personalizzazione dei percorsi di apprendimento, ecc..) ed una mentalità da burocrate, ma quello che più turba è la “assoluta insensibilità pedagogica” e la “assurda mancanza di umanità”.

Non basta riempirsi la bocca di parole come “INCLUSIONE”! La Qualità di una scuola si misura sulla sua capacità di sviluppare processi inclusivi di apprendimento, offrendo risposte adeguate ed efficaci a tutti e a ciascuno, specie a bambini come Simonluca.
Questa Organizzazione sindacale, in questa circostanza, non può che condividere e fare proprie le parole della mamma di Simonluca “…nel 2021 una scuola che non agevola e non aiuta chi è per natura più fragile ed è in uno stato di difficoltà non è degna di essere appellata come tale, ben poco ha da insegnare, ma molto ha da imparare”.

La Scuola dell’Inclusione, e per fortuna nella realtà calabrese sono la quasi totalità, dovrebbe avere la capacità di trasformare la complessità delle differenze da problema a risorsa. introducendo elementi di qualità nella prassi didattica e riconoscendo la diversità come valore e le differenze come risorse.

In questo specifico caso, invece, è solo un esempio assurdo da non seguire.

Può capitare, anche se non è giustificabile, che la scuola non riesca ad affrontare tutte le problematiche legate al disturbo dell’Autismo poiché manca una preparazione specifica, ma non si può lasciare colpevolmente tutto al caso o all’improvvisazione.

Nell’episodio segnalato dalla mamma di Simonluca, oltre alle situazioni denunciate, è venuto a mancare un elemento fondamentale: il “Cuore”.

Il Presidente della struttura provinciale ANP
Domenico A. Servello