La Calabria si conferma la regione italiana con i tempi di attesa più lunghi per l’arrivo delle ambulanze dopo una chiamata di emergenza. È quanto emerge dal rapporto 2024 sulle performance di Asl e ospedali pubblicato da Agenas, anticipato da la Repubblica e successivamente diffuso sul sito dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.
Fino a 35 minuti per un’ambulanza: Vibo Valentia il caso peggiore
Secondo i dati, l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia registra il tempo medio più elevato del Paese: 35 minuti per l’arrivo dei soccorsi. Una cifra che rappresenta il record negativo a livello nazionale.
Il resto della regione non mostra risultati molto migliori:
31 minuti nell’Asp di Cosenza
30 minuti nelle Asp di Catanzaro e Reggio Calabria
28 minuti nell’Asp di Crotone
Una situazione che evidenzia gravi criticità strutturali e organizzative nell’intero sistema dell’emergenza-urgenza regionale.
Pronto soccorso sotto pressione: Catanzaro, Cosenza e Reggio tra le peggiori in Italia
L’emergenza non riguarda solo il 118. Anche nei pronto soccorso calabresi i tempi di attesa superano spesso le otto ore, con percentuali che collocano diverse strutture ai vertici nazionali per lentezza.
L’Azienda ospedaliero-universitaria Dulbecco di Catanzaro registra una quota del 4,6% di pazienti che attendono oltre otto ore, un dato che già la porta tra le realtà più critiche nel Paese. Ma le percentuali peggiorano nelle altre province:
10,7% nell’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria
12% nell’Azienda ospedaliera di Cosenza
Si tratta di numeri che delineano un quadro complesso, con un sistema ospedaliero messo a dura prova dalla carenza di personale, dalla scarsità di mezzi e da una gestione dei flussi spesso insufficiente.
Un’emergenza nell’emergenza
Il rapporto Agenas conferma dunque che la Calabria sconta ritardi profondi e strutturali nella gestione del sistema sanitario, in particolare nella risposta alle emergenze. I lunghi tempi di attesa delle ambulanze e nei pronto soccorso possono incidere direttamente sulla salute e sulla sicurezza dei cittadini, rendendo urgente l’adozione di interventi di riorganizzazione, investimenti infrastrutturali e un potenziamento del personale sanitario.