Ammalarsi di salutismo

 Non me l’invento io. Già un trent’anni or sono, il fenomeno è stato seriamente studiato da medici USA nel loro territorio: parecchi si stanno ammalando di salutismo, cioè della paura di ammalarsi. Ovvero, come scrisse Molière, Il malato immaginario.

 E fu per questo che l’Europa se la prende non con la cocaina, non con l’oppio, non con la promiscuità (mai: non sarebbe politicamente corretto), ma con “il dio che regna sull’Italia [l’attuale Calabria]” (Sofocle, Antigone), Dioniso, nume del vino. Il vino che, dagli Enotri, passò a tutta l’attuale Italia, e in tutta l’Europa Occidentale; che ispirò poeti ed amori ed inni lirici: Libiam… Viva il vino spumeggiante… E’ andata malissimo, ai salutisti e burocrati di Bruxelles, però, attenti, è un pessimo segnale… e ci riproveranno, prima o poi, gli astemi.

 Sono troppo ignoranti per sapere cosa accadde a Penteo, che ce l’aveva con il cugino?

 Ogni tanto qualcuno ci avverte che anche il formaggio, le soppressate, il peperoncino fanno male… e non sanno niente della ‘mpanata all’alba in uno stazzo in mezzo ai boschi, alla faccia della dieta.

  Ora, e vada bene l’igiene; ma se un passacarte di Bruxelles pensa di farci bere acqua fresca e nutrirci con pillole… sì, è proprio un ragionamento da passacarte.

 Di questo passo, qualche saggio c’informerà che innamorarsi turba l’equilibrio psichico (niente di più vero, se è amore; se è voler bene, manco un mal di testa!); e che se uno gioca a pallone o va in bicicletta si può rompere una gamba… E che se stiamo attenti a tavola, a letto, per strada, camperemo cent’anni…

 Camperemo, ho scritto: ma campare, ragazzi, non è vivere, anzi è il contrario: è, appunto, tirare a campare. Pertanto, con Alceo e con Orazio e tanti altri, ci bevo sopra. E, come direbbe Nietzsche al suo superuomo, Vivere pericolosamente.

 Ah, dimenticavo. C’è pure il caso che se un giovanotto corteggia una fanciulla, e a questa gira storta, lo denunzia per molestie sessuali… o subito o una ventina d’anni dopo, tanto è uguale… e il poveraccio trascinerà la sua grama esistenza in aule di tribunale, a colpi di “Rinviato a nuovo ruolo”, finché non accada che Mors solvit omnia. Ecco un caso di salutismo giudiziario?

Ulderico Nisticò