Amministrative 2020, totale assenza di fermento politico a Soverato

Questa campagna elettorale Soveratese è secondo me l’emblema della totale assenza di fermento politico in città. Gli ultimi anni di amministrazione hanno visto un sindaco con ampio consenso popolare. Questo gratifica certamente il sindaco e i cittadini ma la politica è anche altro. La politica è dibattimento, battaglia, controllo, consenso. L’assenza delle forze di minoranza negli ultimi anni non hanno certamente stimolato questo fermento. L’impegno dell’opposizione è espressione di democrazia e fa parte della logica dell’alternanza costituendo lo stimolo che evita l’appiattimento, la collusione, il deterioramento della politica.

Il potere viene concesso ed esercitato in virtù di mandato elettorale allo scopo di gratificare diritti e interessi della collettività. Obiettivo dell’opposizione non è far cadere il governo della città, è farlo funzionare al meglio, salvo cercare di provocarne la caduta quando le circostanze oggettivamente denunciano incapacità o indifferenza all’interesse pubblico.

Non bisogna quindi demonizzarla ma accoglierla come una risorsa dalla quale trarre spunto nella logica politica del bene comune. Per i prossimi anni mi auguro questo. L’opposizione intende l’importanza istituzionale della sua funzione, essa deve sentirsi sempre il centro vivo del consiglio, la sua forza propulsiva e rinnovatrice, lo stimolo che dà senso di responsabilità e dignità politica alla maggioranza che governa: un governo non ha infatti altro titolo di legittimità fuor di quello che gli deriva dal superare giorno per giorno pazientemente i contrasti dell’opposizione, come avviene del volo aereo, che ha bisogno per reggersi della resistenza dell’aria.

Con una lista esclusa dalla competizione, seguiranno cinque anni nella totale assenza di una seria minoranza che rappresenti una fetta di cittadini importante della città. L’augurio è quello di lavorare affinché nasca un laboratorio politico che alimenti qualcosa di importante nello studio della nostra comunità.

La colpa non può essere sempre dei giovani disinteressati, figli di una società che non educa al bene comune. I partiti inesistenti oggi si ricordano di avere interesse in una delle città più importanti della costa ionica, candidando persone incompatibili in quanto protagoniste di vertenze nei confronti del comune stesso.

Auguro alla futura amministrazione un buon lavoro, ma soprattutto che l’amministrazione stessa, in assenza dei partiti, alimenti nella comunità un forte senso politico e sociale. Lancio quindi la sfida al “futuro” sindaco affinché in prima persona prenda l’impegno di alimentare il dibattito politico in città.

Buona fortuna a tutti.
Gabriele Francavilla