Amministrazione Soverato: “Anche per opporsi ci vuole un progetto, altrimenti è solo personalismo”

Tutti sanno ciò che è successo politicamente tra me ed Ernesto Francesco Alecci nella sua prima amministrazione nella quale io facevo parte della maggioranza. Un punto di divergenza ci ha portato a far cadere dopo solo quattro mesi il consiglio. Un atto del quale tutt’ora non mi pento e del quale vado pienamente orgoglioso.

Quello stesso atto ha prodotto poi una nuova amministrazione. Tutto è criticabile, tutto è attaccabile, anche questa amministrazione lo è. Per criticare e obbiettare però bisogna proporre, innovare, essere lungimiranti. Ho espresso più volte quanto importante fosse una minoranza seria e ragionata. Una minoranza da vecchia scuola politica che fosse da stimolo e controllo sull’organo di maggioranza.

Questa amministrazione amministra, nel bene e nel male amministra. È attiva sul territorio, si muove, propone. Mille sono le cose che potrebbe fare meglio. Mille sono le cose che ha fatto. Sono stanco della politica dell’attacco, del personalismo, del facilismo, della contrapposizione.

Anche la minoranza è una cosa seria e sarebbe il caso che essa stessa si interrogasse sull’operato di competenza piuttosto che attaccare l’operato di chi OPERA. Sono stanco della politica del NO, del tifo, della guerra. La politica è politica e si muove in modo serio, ragionato, programmato. E prima di criticare chi fa, nel bene e nel male, bisognerebbe giudicare il proprio modo di fare.

Una minoranza che si è spaccata dopo due giorni, (dalla quale ho avuto proposta di candidatura alle 10.30 del mattino, un’ora prima che le liste fossero consegnate, rifiutata proprio perché non pianificata, senza un minimo progetto) portando avanti la politica del CANDIDATISMO, può criticare l’operato di una amministrazione che opera, con tutti i difetti del mondo, all’interno di una comunità?

Questo non vuole essere un elogio ma una imparziale visione politica. Perché la politica è un’altra cosa e neanche lo sappiamo più ! E anche per opporsi ci vuole un progetto, altrimenti è solo un personalismo che è meglio non fare. Mi sento abbastanza oggettivo nell’esperimento tutto questo. E soprattutto libero!

Gabriele Francavilla