Ancora presto per normali politiche di bilancio

Per il Movimento politico “Italia Plurale” bisogna avere prudenza per un debito alto,
ma non revocare le misure di sostegno. 

Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” ritiene che l’area euro abbia necessità di reagire con maggiore proposito ai danni al contesto economico irrogati dalla pandemia che sono più intensi di quanto non si veda.
Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” crede che il responso deve essere anzitutto l’impiego dei dispositivi di cui l’UE si è dotata contro lo choc pandemico, ma potrebbe essere utile di più. Bisogna rendere operativo il meccanismo del Recovery Plan da 750 miliardi di euro e sarà necessario stabilire se dare maggiore sostegno fiscale per conseguire che la domanda ritorni ai suoi massimi potenziali rapidamente.

Inoltre va detto che per la Bce, di fronte ad un’inflazione ancora lontana dall’obiettivo del 2%, rimanere in attesa, l’espone a costi ancora più gravosi. Per il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” bisogna creare un più ampio spazio di manovra dato che sono stati adoperati solo una parte degli 1,85 miliardi del Pepp. Infatti, se pur si spenderanno questi soldi, siamo ancora al di sotto del traguardo finale, allora dovremo fare di più.

Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” è d’accordo con quanto affermato dal Commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni, per cui “Le politiche economiche devono restare di sostegno, ed è molto probabile che la sospensione del patto di stabilità debba rimanere nel 2022”, infatti si ritiene che se non altro per questo biennio, 2021-2022, sono evidenti quali devono essere le politiche economiche attuabili dai singoli Stati dell’UE.

Per il Movimento politico “Italia Plurale” bisogna avere prudenza per un debito alto, ma non bisogna revocare le misure di sostegno: non è possibile ritornare troppo presto alla quotidianità dei nostri sistemi di bilancio. Infatti chi ha un debito alto deve avere una certa cautela, ma permane la convinzione che è meglio “rischiare di ritirare troppo tardi le misure di sostegno che farlo troppo presto”, questo vale per tutti i paesi UE e sicuramente pure per l’Italia.