Ancora sui MINIBOT e sui BOT

 D’istinto, se questa Europa di burocrati, nella persona di Draghi, è contro i MINIBOT, vuol dire che i MINIBOT, anzi i BOT, vanno benissimo. Così, ad intuito. Ora ragioniamoci sopra.

 Cosa sono, i BOT (buoni ordinari del Tesoro)? Sono titoli di Stato venduti a privati in cambio di moneta, in questo caso euro. Se io compro BOT per € 1.000, ho versato € 1.000 in contanti, per avere 1.000 € in BOT, a parte interessi. Se lo Stato vendesse i BOT in cambio di pecore (pecus/pecunia, fecero i Romani), o di pezzi d’oro pesati (talenti), o in cambio di prestazioni di lavoro o, per fantasiosa ipotesi, di poesie o lavori teatrali, sarebbe, alla fine, la stessa identica cosa: i BOT rappresenterebbero comunque un valore; solo che il valore è differito a tre mesi, a sei mesi, a dieci anni, a un secolo… Trova strano, Draghi, che io, ieri sera, sia stato invitato a una buona cena, e, durante la precedente cerimonia, mi sia sdebitato con una conferenzina rapida ma molto applaudita, e senza sborsare un centesimo? Non è stata una forma di pagamento?

 Se dunque i BOT sono valore di soldi, mi riesce difficile capire come mai non possano essere commercializzati come i soldi. Che faccio, io, se voglio comprare una macchina nuova? Prendo, diciamo, 10.000 € (contanti, rate… ) e li do al venditore di auto. Mi spieghi, Draghi, perché, invece di 10.000 €, io non potrei dargli BOT del valore di 10.000 €.

 Il solo problema effettuale è se il venditore è disposto o meno a prendersi i BOT. Questi non possono essere resi obbligatori non tanto perché sarebbe “illegale”, o così pensa Draghi, ma perché le monete obbligatorie non hanno mai avuto successo. La strombazzata rivoluzione francese del 1789 emise gli “assegnati”, che gli eroici cittadini trattarono come il gioco della scopa quando eravamo ragazzi: sbolognandoli uno all’altro; finché non arrivò il castigamatti Napoleone.

 È inutile tentare di obbligare i privati ad accettare una moneta. Vero, ma lo Stato può obbligare se stesso ad accettare BOT in pagamento di tasse e tariffe e roba simile. Se deve elargire uno stipendio, diciamo, di 1.500 €, e lo stipendiato deve pagare, diciamo, 150 € di bollo auto, lo Stato può elargire 1.350 € in moneta e 150 in BOT, e riprenderseli per quel balzello.

 Immagino l’obiezione di qualche saputello: ma non è lo stesso? No, non è lo stesso. Lo Stato italiano, come tutti gli Stati, non stampa l’euro, ma lo deve acquistare dalla Banca Europea. Diciamo che paga l’1% (tiro a indovinare), i 1.500 € dell’esempio di sopra costano in realtà 1.515 €.

 Immaginate cifre molto più alte: 1.000.000 € = 1.010.000… e così via. Se paghiamo lo stipendio 1.350 € + 150 BOT, il costo della moneta euro diminuisce. Possiamo risparmiare un mare di soldi, sia pure con dispiacere della Banca Europea o di chi c’è dietro.

 Per carità dei morti, lettori: chi volesse rispondere, risponda sui BOT, invece dei soliti sproloqui di razzismo, buonismo, trogloditi, ignoranza e cose insensate del genere.

Ulderico Nisticò

 

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