Ancora sulla debalnearizzazione

soverato estateL’avvenimento ciclistico e turistico del 20/9, di cui si dirà meglio, ha dato conto di questo mio sesquipedale e non proprio eufonico neologismo: la debalnearizzazione di Soverato e della Calabria, anzi del Meridione. La parola ha un po’ inquietato, ma, a quanto pare, il concetto interessa a più d’uno.
Il turismo, di per sé, è l’accoglienza di forestieri che giungano per qualsiasi motivo e creino perciò occasioni di economia. Nel Meridione, esso è troppo nettamente e prevalentemente balneare, con questi evidenti punti di debolezza:

– limitatezza del periodo turistico, donde l’altra invocazione, finora rimasta verbale: la destagionalizzazione;

– scarsa quando non nulla utilizzazione delle altre potenzialità, quali turismo religioso, culturale, di studio, archeologico, storico, di costume, termale, di salute, sportivo… ; fanno eccezione alcune aree archeologiche siciliane e Pompei; e, ad arrangiare, alcune zone di alta montagna.

Si può e si deve fare molto di più. Io inizierei con un provvedimento di legge di un solo piccolo articolo: gli esercizi turistici di ogni genere che non lavorino, documentandolo, almeno quattro mesi l’anno sono esclusi da ogni intervento europeo, statale o regionale. Qualche eccezione si può fare per zone o proprio solo di mare o proprio solo di montagna: mai per località come Soverato, Tropea…

Passiamo poi alla professionalità, che è troppo spesso approssimativa. Gli operatori devono servirsi di professionisti di Scienze Turistiche, e di personale tratto dagli Istituti Alberghieri; e comunque tutti obbedire a precisi e controllati criteri: se no, manco una lira di contributi.

Primo concetto di professionalità, troppo dimenticato, è che non esiste più il viaggiatore all’avventura tipo anni 1950; e il turismo si compra alla BIT sei mesi prima, non alla stazione o all’aeroporto di Lamezia! “e come arrivano a Soverato?”, si sente piangere: andate a prenderli voi con un pulmino, se, come dev’essere, sono prenotati!

Seconda regola: basta con il nero! L’appartamento affittato clandestinamente è una truffa allo Stato, un’occasione di illegalità anche pericolosa (e se l’innocuo turista è un agente israeliano o un tagliagole dell’ISIS?), e la causa del degrado della civiltà del turismo!

Questa è la base indispensabile ma non certo sufficiente. Le idee non s’imparano a scuola o all’università, altrimenti saremmo tutti geni: e non parlo solo di turismo! Le idee bisogna farsele venire come ieri per il giro ciclistico-cultural-culinario!

Una volta che le idee siano arrivate nella mente di qualcuno, delle due è l’una: o restano elucubrazioni metafisiche; o bisogna che trovino corrispondenza presso il pubblico e presso il privato.

Così possiamo fare la debalnearizzazione, e per essa la destagionalizzazione; e fare finalmente, nel Meridione e a Soverato, del turismo un’attività stabile, garantita e fonte di lavoro.

Ulderico Nisticò

 

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