Ancora sulla Trasversale

 Sono stato dolcemente rimproverato per aver offeso, dicono, i contadini. Giuro di non volerlo fare, e di non averlo fatto. Ho solo detto, e qui ripeto, che la Trasversale, tratto Gagliato – Turriti – 106, è un’arteria di interesse generale, e per tutto il territorio dallo Ionio al Tirreno, e in particolare per le vallate dell’Ancinale e del Beltrame. Se a qualcuno o a qualcosa provocherà disagio… beh, si rimedia.

 Una qualsiasi strada apporta benefici a 50 km a destra e 50 km a sinistra, e senza che, almeno inizialmente, nemmeno gli abitanti dei 100 km se ne accorgano. Nel nostro caso, serve soprattutto ad utilizzare come paesi albergo i nostri borghi interni, ricchi di milioni di metri cubi sempre più inutilizzati, e che, con una buona via di comunicazione, possono accogliere turisti di quel tipo che vuole il mare la mattina e la tranquillità la sera; famiglie con bambini; anziani… Certo, se ancora c’è il matto di turno che pensa ad Ibiza yè yè… ebbene, si ficchi in testa che noi non siamo Ibiza soprattutto perché non lo vogliamo essere. E si sappia che il turismo di sballo, ripeto che ai Calabresi sta sullo stomaco, è solo una delle infinite forme di turismo, e solo il calabrotto piccolo borghese pensa ai Vitelloni anni 1950!

 Una buona strada, e la famiglia o la comitiva di anziani, la mattina vanno al mare; poi bisogna intrattenerli con spettacoli, animazioni, concerti, feste… e a mezzanotte vanno a dormire.

 Ma l’agricoltura? Beh, ci sono già, tra Argusto e Gagliato e il Campo, delle buone interpoderali; ce n’è pure una che da Argusto conduce alla Razzona… Se poi bisogna tracciare qualche altro sentiero, lo si tracci; ma un buon contadino non ha bisogno di parcheggiare la Ferra… no, scusate, il motocarro proprio sotto l’albero o accanto al campo di fave.

 Non vogliamo svincoli: ci basta per secoli quello di Soriero! Non vogliamo deviazioni per vanagloria o per comodi o per sogni di tardiva gloria. Non vogliamo megaprogetti faraonici costosissimi e lentissimi da eseguire. Vogliamo l’ammodernamento della 148, che diverrebbe statale; e una parallela – senza svincoli – a Laganosa, dove la 182 diverrebbe quella che già è: strada interna.

 Si dice che per questi lavori i soldi ci sono, senza inseguire utopie. Pare che ci siano davvero, non il solito “stanziamento” fasullo da campagna elettorale. Dove sono, invece, lo vorrei sapere anch’io. Chi di dovere, li tiri fuori e li renda disponibili a fogli da 10 €.

 E l’archeologia? È vero che, in una certa zona del territorio di Gagliato, sono state reperite tracce di interesse archeologico. Beh, siamo in un’area tra due centri notevoli e citati nelle fonti antiche: Caulonia (Monasterace M.) e Scillezio-Scolacio (Roccelletta); a Soverato si vedono i resti che chiamiamo Poliporto; ad Argusto c’è il Ponte di Sofia; la Razzona ha la sua storia; importante, la Pietà; non lontano, c’è Murorotto…

 Ebbene, la legge prescrive il da farsi: l’ANAS deve informare la Sovrintendenza, che assumerà le decisioni opportune; si chiama archeologia preventiva. Per favore: se volete essere presi sul serio, evitate gli sbarchi di Ulisse, i castelli dei Templari, il Graal, la Torre di Babele e altre fantasie del genere.

 Tranquilli: proprio in questi giorni viene alla luce una probabile strada romana a S. Onofrio (dicono, di corsa, la Popilia; può anche essere quella, senza nome per noi, da Castra Hannibalis a Vibo colonia Valentia: torneremo sull’argomento); ebbene, sono avvenuti i rilievi, e si attendono successivi passi.

 Riassunto: tracciato di ammodernamento dell’esistente; risoluzione, se ci sono, dei problemi dei contadini; attenzione alle antichità; vantaggio per tutti dalla strada: e sarebbe ora, in Calabria, che al posto di “io” cominciassimo a dire “noi”, cosa mai avvenuta dai tempi degli Ausoni.

Ulderico Nisticò