«Arrivano 63 milioni di euro circa per gli infermieri dei pronto soccorsi»

«Ben 63 milioni di euro sono stati ufficialmente messi a disposizione degli infermieri italiani che lavorano nei pronto soccorsi. Fanno parte del pacchetto di 90 milioni di risorse (rientranti nel nuovo piano di due miliardi del Fondo Sanitario) destinati anche ai medici che lavorano in quei reparti che, senza ombra di dubbio, hanno subito più degli altri, l’impatto devastante e inatteso della pandemia.

Come Nursing Up denuncia ormai da mesi, il surplus dei ricoveri, il rischio concreto di contagiarsi ogni giorno, i turni massacranti, hanno spinto, negli ultimi tempi, migliaia di operatori sanitari, a chiedere il trasferimento, lasciando di fatto scoperta la parte più delicata delle realtà ospedaliere.

Apprendiamo con soddisfazione che il Ministro della Salute, On. Roberto Speranza, e i suoi tecnici, hanno deciso di tener conto delle richieste oggetto delle nostre recenti campagne pubbliche, e di porre un concreto freno alla fuga di personale, a quella che lo stesso Ministro ha definito “una crisi di vocazione”, stanziando nuove e fondamentali risorse.

Siamo stati il sindacato che lo scorso 18 settembre ha aperto, pubblicamente, con un proprio comunicato stampa, la campagna per denunciare apertamente l’emorragia di personale dai pronto soccorsi e per chiedere urgenti soluzioni, finalizzate alla valorizzazione dei tanti colleghi del contesto.

Fummo tra i primi a raccontare le particolari condizioni di lavoro degli infermieri e degli altri operatori dipendenti del SSN, da Napoli a Bolzano, anche attraverso l’opera di denuncia delle nostre delegazioni locali.

Tutto questo, così come è avvenuto per le nostre lotte che hanno portato all’ottenimento dell’indennità specifica della professione infermieristica, dimostra apertamente che le battaglie, le denunce, quando sono sostanziate, come sempre accade nel nostro caso, da dati reali, dai fatti, dalle testimonianze di chi vive ogni giorno la realtà sanitaria, trovano ragion d’essere e talvolta arrivano anche a scalfire il muro di cemento armato della politica italiana.

Probabilmente la nuova indennità sarà calcolata su base oraria, ma attendiamo di verificare il tenore della disposizione. Non possiamo che essere soddisfatti del fatto che il Ministro Speranza abbia tenuto conto, ancora una volta con i fatti, delle nostre richieste pubbliche, delle nostre lotte».