“Auspichiamo misure di sostegno specifiche per il settore della pesca!”

Qualche tempo addietro avevamo auspicato il varo di un provvedimento che istituisse un contributo a fondo perduto per ristorare le imprese di pesca che avrebbero subito danni economici dal secondo lockdown e in particolare dalla nuova chiusura delle attività di Ho.re.ca, anche e soprattutto in un’ottica che tenesse specificamente conto di quelle prevalenti nel nostro territorio, cioè imprese di piccola taglia, che molto difficilmente accedono ai canali distributivi della GDO e che hanno come principale destinazione finale del prodotto proprio il mondo della ristorazione.

Per tale motivo, avevamo espresso viva soddisfazione per il recente lancio di una misura attraverso la quale – così sembrava – tutte le imprese, a prescindere dal fatturato, avrebbero usufruito di una contribuzione di ristoro a fondo perduto. Un provvedimento ampiamente inclusivo, rivolto anche a imprese che erano rimaste escluse dai precedenti aiuti a causa di indicatori di valutazione poco significativi, quali il fatturato (indicatore insufficiente se non abbinato agli incassi effettivamente registrati) o il riferimento al confronto tra i soli mesi di aprile di quest’anno e del 2019.

A distanza di una manciata di giorni, però, tutto questo sembra essere svanito nel nulla, con un nuovo provvedimento che ha abrogato ciò che pochi istanti prima era stato varato, riportando in auge la vecchia misura della decontribuzione.

Certo, è meglio di niente, ma nella situazione attuale, con imprese di pesca che lamentano perdite di fatturato fino al 60-70%, certamente l’erogazione di un contributo economico diretto avrebbe rappresentato un’importante boccata di ossigeno per un settore che già prima della crisi dovuta alla pandemia era in grave sofferenza.

Mi unisco quindi all’appello lanciato dalle più rappresentative associazioni di categoria affinché il Governo prenda in considerazione l’opportunità di prevedere misure specifiche per il settore della pesca, reintroducendo forme di sostegno tangibili e immediate per le imprese significativamente danneggiate, anche in considerazione del fatto che a tutt’oggi non si vede la luce in fondo al tunnel, né sono prevedibili i tempi per un nuovo ritorno al normale esercizio dell’attività di pesca.

Confortanti, invece, gli esiti del tavolo di consultazione permanente della pesca e dell’acquacoltura riunitosi qualche giorno fa per discutere delle modalità di applicazione del fermo biologico per il prossimo anno. La proposta proveniente dalla Direzione Generale del MIPAAF prevede di affidare a ciascuna impresa di pesca un plafond di giornate di attività da distribuire a propria scelta nell’arco dell’anno solare, invertendo quindi il paradigma attuale secondo cui vengono invece fissate le giornate di inattività.

L’applicazione di una tale modifica (epocale, direi), in linea con i più recenti orientamenti espressi dalla DG Mare della Commissione Europea, confidando nella responsabilità degli attori del settore, pur riuscendo a mantenere al di sotto delle soglie previste lo sforzo di pesca, sarebbe certamente in grado di garantire finalmente una buona flessibilità nell’organizzazione delle imprese, non più imbrigliate in soluzioni di rigidità gestionale come quelle in vigore in questi ultimi anni, consentendo così una più ampia sostenibilità sia sul piano economico che su quello sociale.

Condividiamo l’iniziativa presa dall’Assessore regionale al ramo, On. Gallo, per aver chiesto risolutamente al governo la possibilità riaprire immediatamente, tra le altre, l’attività di pesca sportiva.

Già nello scorso aprile il FLAG Jonio 2 si era fatto promotore presso l’assessorato regionale delle istanze dei numerosi pescatori sportivi e dilettantistici che a gran voce chiedevano la possibilità di esercitare l’attività anche e soprattutto per motivi di autoconsumo e sostentamento familiare, situazione assolutamente attuale anche in questo particolare momento, ottenendo un favorevole e celere riscontro da parte dell’Assessore, con l’importante risultato di far autorizzare tutte le attività di pesca sia in mare che nelle acque interne, dalla barca e da terra.

Nonostante le difficoltà contingenti, infine, il FLAG Jonio 2 continua a lavorare instancabilmente al fianco dei pescatori e delle imprese di trasformazione. Testimonianza ne sia la notizia, che mi riempie di soddisfazione, che in questi ultimi giorni abbiamo presentato alla Regione Calabria diverse richieste di liquidazione di stati di avanzamento lavori per interventi finanziati nel corso dell’anno, che vanno dall’acquisto di attrezzature selettive per la riduzione degli impatti ambientali della pesca alla creazione di laboratori di trasformazione del prodotto ittico, all’organizzazione di corsi di aggiornamento professionale per i pescatori. E molte altre verranno presentate nei prossimi giorni, sia per progetti analoghi che per interventi di riqualificazione e implementazione dei servizi nei principali siti di sbarco del nostro territorio.

Il Presidente del Flag Jonio 2
Ernesto Francesco Alecci