Autonomia sì, lacerazioni sociali no

Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” ritiene corrette le parole pronunciate dal presidente del Consiglio, Gentiloni, e crede doveroso che si debba favorire un passaggio verso un’Italia strutturata su base federale o meglio delle autonomie. Come ha sottolineato Gentiloni che ha dichiarato: “Guardo con interesse, rispetto, disponibilità alla discussione aperta dai referendum sul tema dell’autonomia. Sono disposto a fare dei passi in avanti”. Il presidente del Consiglio ha avvertito, però, che “non abbiamo bisogno di ulteriori lacerazioni sociali, ma bisogna ricucire le lacerazioni che la crisi ha provocato”.

“Il Governo è pronto a un confronto di merito con le regioni su queste funzioni – ha detto Gentiloni – per avere regioni più efficienti. E questo è possibile anzi è probabile”. Il premier si è detto deciso a portare avanti un confronto “nei limiti fissati dalle leggi e dalla Costituzione”. “Si discute di come far funzionare meglio l’Italia – ha precisato – e non dell’Italia. Il governo su questo ha la massima apertura ed è aperto al raffronto”. Vi è la necessità di andare al confronto con Palazzo Chigi sulle questioni del referendum sull’autonomia, per realizzare un proposito particolareggiato per le Regioni.

Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” ritiene che non è necessario però istituire ulteriori regioni a statuto speciale, ma la singolarità è una terza via tra Regione a statuto speciale ed a statuto ordinario. Ciò che non si deve tralasciare è di fare proposte nell’ambito della Costituzione, che tratta non solo di competenze e di federalismo fiscale, ma anche delle modalità della mediazione.
Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” ritiene che dopo i referendum di Lombardia e Veneto, c’è da dare speranza a milioni di cittadini italiani, in maniera serena e sistematica. C’è bisogno di una politica che sperpera meno. Bisogna comprendere se gli italiani vogliono continuare a farsi amministrare da un centralismo che in un certo senso ha fallito, o avere un’Italia federale, ma restando “nell’ottica dell’unità nazionale”.

Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” pensa che in sostanza bisogna tentare di attuare una proposta “rivendicativa” per ottenere più spettanze e più risorse su tutte le 23 competenze previste, ma nella visione di una proposta che non vada contro l’unità e l’indivisibilità del Paese, ossia non una proposta catalana. In definitiva una “Italia Plurale” dove tutte le Regioni possano godere di una maggiore autonomia, ma senza dimenticare “l’unità nazionale”.

 

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