​Autovelox sequestrati nel Catanzarese: la Cassazione respinge i ricorsi dei Comuni


Si chiude con una conferma del sequestro il nuovo capitolo giudiziario relativo ai dispositivi di controllo della velocità e rilevamento targhe posizionati lungo la fascia ionica catanzarese.

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai Comuni di Isca sullo Ionio e Stalettì, che si erano opposti al blocco delle apparecchiature disposto nei mesi scorsi.

​La battaglia legale dei sindaci
​I ricorsi erano stati promossi dai primi cittadini Mario Gentile (Isca sullo Ionio) e Vincenzo Mirarchi (Stalettì), assistiti dall’avvocato Francesco Iacopino.

Le amministrazioni comunali erano intervenute in qualità di terzi interessati, estranei al procedimento penale principale, chiedendo formalmente la restituzione degli strumenti di rilevazione. Tuttavia, i giudici della Suprema Corte hanno ritenuto le istanze non procedibili, mantenendo così i sigilli sui dispositivi.

​L’inchiesta e il blitz
​L’intera vicenda nasce da un’articolata indagine della Procura di Catanzaro, che ipotizza il reato di falso in merito alle procedure di omologazione e gestione dei sistemi.

L’operazione, che aveva portato al sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale del capoluogo, aveva visto un massiccio impiego di forze dell’ordine.

​In campo erano scesi:
​La sezione di Polizia giudiziaria della Polizia di Stato;
​La Polizia Stradale;
​Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza;
​Il supporto tecnico dei Vigili del Fuoco e del personale Anas.

​I territori coinvolti
​Il provvedimento non riguarda solo Isca e Stalettì, ma si inserisce in un contesto più ampio che ha visto finire nel mirino degli inquirenti i sistemi denominati “Targa System” e i relativi apparati per il controllo automatico, installati in diversi punti nevralgici della statale ionica. Oltre ai due comuni ricorrenti, l’inchiesta ha interessato anche le postazioni di Satriano, Sellia Marina e Cropani.

​La decisione della Cassazione rappresenta un punto fermo importante in un’indagine che mira a fare chiarezza sulla regolarità degli strumenti elettronici utilizzati per sanzionare gli automobilisti, un tema che continua a sollevare accese discussioni tra amministrazioni locali e utenti della strada.